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La radiazione ultravioletta solare: nuovi rischi emergenti

radiazioni solari ultraviolette

La radiazione ultravioletta solare è un rischio di natura professionale per tutti i lavoratori che lavorano all’aperto.

Le più autorevoli organizzazioni internazionali (ICNIRP, ILO, WHO) e nazionali (Istituto Superiore di Sanità) hanno individuato  e caratterizzato le patologie foto indotte, tra queste spicca per gravità il cancro alla pelle.
La radiazione ultravioletta solare colpisce essenzialmente organi bersaglio, tra i quali pelleocchi.
Tra i lavoratori che possono essere soggetti ad alto rischio di esposizione ultravioletta solare abbiamo:

  • Addetti a lavorazioni agricole, forestali e giardinaggio
  • Bagnini e istruttori di sport all’aperto
  • Lavoratori in cantieri stradali, cave e miniere a cielo aperto
  • Lavoratori del comparto pesca, ormeggiatori e attività portuali
  • Addetti alle attività di ricerca e stoccaggio idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio, nel mare e nelle piattaforme continentali

Tra i lavoratori soggetti a esposizione a radiazione ultravioletta solare con rischi di minore entità abbiamo:

  • Parcheggiatori, operatori ecologici, netturbini
  • Addetti alle lavorazioni all’aperto in genere
  • Portalettere e recapito spedizione
  • Agenti di polizia locale e forze dell’ordine
  • Addetti alla manutenzione di linee elettriche ed idrauliche esterne

 

Effetti sulla salute della radiazione ultravioletta solare

L’occhio e la pelle sono i due “bersagli critici” nell’esposizione alla radiazione ultravioletta. Gli effetti per gravità dipendono da alcuni fattori quale il tempo di esposizione alla lunghezza d’onda della radiazione e dalla fotosensibilità individuale, che è una caratteristica geneticamente determinata.
Gli effetti dell’esposizione alla radiazione ultravioletta solare possono essere distinti in:

  1. effetti a breve termine o da esposizione acuta con tempi di latenza dell’ordine di ore, giorni;
  2. effetti a lungo termine o da esposizione cronica con tempi di latenza di mesi, anni.

In generale per ciascun effetto acuto è possibile stabilire “la dose soglia” al di sotto della quale l’effetto non si verifica. La maggior parte degli effetti a lungo termine hanno natura diversa dagli effetti acuti e la loro probabilità (carcinoma cutaneo) o la loro gravità (fotoinvecchiamento della pelle) è tanto maggiore quanto più è elevata la dose accumulata dall’individuo.
Per effettuare una valutazione del rischio connesso all’esposizione si utilizzano concetti quali quello della MED, cioè della dose minima per l’eritema. Il MED è definito come la dose di UV efficace in grado di provocare un arrossamento percettibile della pelle umana non precedentemente esposta al sole. È evidente che, poiché le persone non sono ugualmente sensibili alla radiazione UV a causa delle differenti capacità di autodifesa della pelle (pigmentazione), 1 MED varia fra le popolazioni europee in un intervallo compreso fra 200 e 500 ( J/m2).
Nella tabella sottostante è possibile consultare i valori di MED per differenti tipi di pelle secondo le norme DIN-5050. La tabella è tratta da www.portaleagentifisici.it.

radiazioni ultraviolette solari

Generalmente più utilizzato per valutare il rischio generale legato all’ambiente, dato facilmente reperibile anche sulle previsioni meteo, che può essere utile nella decisione dei dispositivi da utilizzare. 12 è l’indice più alto (massimo rischio) e 1 il più basso (minimo rischio)
Riportiamo   si riportano i pittogrammi adottati dalla OMS ai fini dei crescenti livello di rischio associati all’indice UV per prevenire i danni da radiazione solare ultravioletta index.

pittogrammi OMS

Per tutelare i lavoratori nell’esposizione alla radiazione solare ultravioletta è necessario sempre tenere conto dei fattori individuali che fortemente influenzano il rischio. È necessario inoltre tenere conto della presenza di agenti fotosensibilizzanti largamente presenti in alcuni comparti come quello della pesca
I fototipi riconosciuti sono 6, più basso è il fototipo più facile la possibilità di avere danni dall’esposizione al sole. È necessaria sempre una preliminare valutazione del fototipo del lavoratore al fine di definire l’entità del rischio.

Fototipo 1 Capelli rossi o biondi. Pelle lattea, spesso con efelidi.
Si scotta sempre. Non si abbronza mai.
Fototipo 2 Capelli biondi o castano chiari. Pelle chiara.
In genere si scotta. Si abbronza con difficoltà.>
Fototipo 3 Capelli castani. Pelle chiara con minimo colorito.
Si scottano frequentemente. Abbronzatura chiara.
Fototipo 4 Capelli bruni o castano scuri. Pelle olivastra.
Si scottano raramente. Si abbronza con facilità.
Fototipo 5 Capelli neri. Pelle olivastra.
Non si scottano quasi mai. Abbronzatura facile e molto scura.
Fototipo 6 Capelli neri. Pelle nera. Non si scottano mai.

 

 

 

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