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Decreto Palchi: novità per le manifestazioni fieristiche

Decreto Palchi Interministeriale 22/07/2014 e Circolare n. 35 del 24 Dicembre 2014.

Il Ministero del Lavoro, tramite Circolare n.35 del 24 Dicembre 2014, ha fornito istruzioni operative tecnico-organizzative per l’allestimento e la gestione delle opere temporanee e delle attrezzature da impiegare nella produzione e realizzazione di spettacoli musicali, cinematografici, teatrali e di manifestazioni fieristiche alla luce del Decreto Interministeriale 22 /07/2014 noto come “Decreto Palchi”.

Il Decreto specifica al Capo I art.1 il campo di applicazione per spettacoli musicali, cinematografici e teatrali. Le disposizioni del Titolo IV del D. Lgs. 81/08 si applicano ai fini della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, alle attività di montaggio e smontaggio di opere temporanee, compreso il loro allestimento e disinstallamento con impianti audio, luci e scenotecnica, realizzate per spettacoli musicali, cinematografici, teatrali fatte salve le esclusioni di seguito riportate.

Le disposizioni del Decreto Palchi e del Capo I del titolo IV del D. Lgs. 81/08 NON operano per le attività:

– che si svolgono al di fuori delle fasi di montaggio e smontaggio di opere temporanee
– di montaggio e smontaggio di pedane di altezza fino ai 2 m rispetto a un piano stabile, non connesse ad altre strutture o supportanti altre strutture
– di montaggio e smontaggio di travi, sistemi di travi o graticci sospesi a stativi o a torri con sollevamento manuale o motorizzato, il cui montaggio avviene al suolo o sul piano del palco e la cui altezza finale rispetto a un piano stabile, misurata all’estradosso, non superi 6 m nel caso di stativi e 8 m nel caso di torri di montaggio e smontaggio delle opere temporanee prefabbricate, realizzate con elementi prodotti da un unico fabbricante, montate secondo le indicazioni, le configurazioni e i carichi massimi, previsti dallo stesso, la cui altezza complessiva rispetto a un piano stabile, compresi gli elementi di copertura direttamente collegati alla struttura di appoggio, non superi 7 m.

Il Capo II del Decreto Palchi tratta le manifestazioni fieristiche.
Le disposizioni del Titolo IV del D. Lgs. 81/08 si applicano ai fini della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, alle attività di approntamento e smantellamento di strutture allestitive, tensostrutture o opere temporanee per manifestazioni fieristiche, fatte salve le esclusioni di seguito riportate.

Le disposizioni del Decreto Palchi e del Capo I del titolo IV del D. Lgs. 81/08 NON operano per le attività:

– strutture allestitive che abbiano un’altezza inferiore a 6,50 m rispetto a un piano stabile
– strutture allestitive biplanari che abbiano una superficie della proiezione in pianta del piano superiore fino a 100 m²
– tensostrutture e opere temporanee strutturalmente indipendenti, realizzate con elementi prodotti da un unico fabbricante, montate secondo le indicazioni, le configurazioni e i carichi massimi, previsti dallo stesso, la cui altezza complessiva, compresi gli elementi di copertura direttamente collegati alla struttura di appoggio, non superi 8,50 m di altezza rispetto a un piano stabile.

Importante ricordare i requisiti formativi e di addestramento dei lavoratori (elenco non esaustivo):
– Formazione e addestramento all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale di III categoria (in particolare DPI anticaduta).
– Formazione ed addestramento all’utilizzo di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi
– Formazione e addestramento al montaggio e smontaggio dei ponteggi e delle opere temporanee
– Formazione specifica per la gestione delle situazioni di emergenza
– Formazione e addestramento all’utilizzo di attrezzature di lavoro particolari.

Gli allegati al Decreto sono i seguenti:
Allegato I: Informazioni minime sul sito di installazione dell’opera temporanea
Allegato II: Modello di dichiarazione di idoneità tecnico professionale delle imprese esecutrici straniere
Allegato III: Contenuti minimi del piano di sicurezza e di coordinamento e del piano operativo di sicurezza per gli spettacoli musicali, cinematografici, teatrali e di intrattenimento
Allegato III.1: Elenco indicativo e non esauriente degli elementi essenziali utili alla definizione dei contenuti del PSC
Allegato IV: Informazioni minime sul quartiere fieristico
Allegato V: contenuti minimi del documento unico di valutazione dei rischi, di cui all’articolo 26 del D. Lgs. 81 del 2008 per le manifestazioni fieristiche.
Allegato VI: Contenuti minimi del piano di sicurezza e di coordinamento e del piano operativo di sicurezza per le manifestazioni fieristiche
Allegato VI.1: Elenco indicativo e non esauriente degli elementi essenziali utili alla definizione dei contenuti del PSC.

 

 

 

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sicurezza nei cantieri stradali
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Sicurezza nei cantieri stradali – Nuovi obblighi per la formazione per addetti alla segnaletica stradale

Nuovi obblighi di formazione per il personale addetto ad operare su strada e per la sicurezza nei cantieri stradali

Il Decreto Interministeriale del 4 Marzo 2013 dal titolo “Criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare” ha introdotto nuove disposizioni in materia di Sicurezza nei cantieri stradali. Tale Decreto è entrato in vigore il 20 aprile 2013.

La norma introduce, tra gli altri, l’obbligo a carico del Datore di Lavoro di formare i lavoratori addetti all’installazione ed alla rimozione della segnaletica stradale ed i preposti incaricati di gestire tale attività.
Il Decreto prevede un percorso formativo strutturato in tre moduli (giuridico normativo, tecnico e pratico) della durata complessiva di 8 ore per i lavoratori e 12 ore per preposti.
Sono esonerati dal corso di formazione per addetti alla segnaletica stradale coloro che operano già nel settore da almeno 12 mesi rispetto all’entrata in vigore del decreto (ossia dal 19.04.2013). Per esempio sono esonerati gli operai cantonieri dei Comuni (in quanto enti proprietari di strade) o i responsabili degli uffici tecnici che gestiscono lavori stradali.
Tali soggetti devono però effettuare un corso di aggiornamento entro due anni (ossia entro il 19.04.2015) della durata di 3 ore. Tale corso di aggiornamento deve essere comunque effettuato ogni quattro anni per mezzo e deve comprendere almeno 1 ora di contenuti tecnico pratici.

I soggetti formatori del corso di formazione e del corso di aggiornamento possono essere vari enti (Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, il Ministero del lavoro, l’INAIL, le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, nel settore dei lavori edili e di ingegneria civile, gli organismi paritetici istituiti nel settore dell’edilizia e dei trasporti, le scuole edili, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero dell’interno, gli enti proprietari e le società concessionarie di strade o autostrade) tra cui anche i Comuni, in quanto enti proprietari di strade.
I soggetti di cui sopra possono avvalersi di soggetti formatori esterni alla propria struttura.
Le sanzioni sono quelle previste per la formazione speciale dal D.Lgs 81/08

S.T.A. Srl ha esperienza ventennale nella formazione per la sicurezza e da anni propone ai propri Clienti corsi di formazione per la sicurezza nei cantieri stradali finalizzati all’apprendimento delle tecniche operative per l’allestimento di cantieri stradali con particolare riguardo all’apposizione della segnaletica, e pertanto si candida quale soggetto formatore esterno, ad esempio, per quei Comuni, anche consorziati, che volessero provvedere autonomamente alla formazione del proprio personale.

S.T.A. Srl fornisce la docenza per la parte teorica dei corsi proposti. Per quanto riguarda la parte pratica del corso può essere svolta anche da personale interno all’ente avente esperienza professionale nelle tecniche di installazione e rimozione dei sistemi segnaletici adottati per garantire la sicurezza nei cantieri stradali e la fluidità della circolazione stradale (ad esempio il personale degli uffici tecnici LL.PP. dei Comuni).

 

 

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amianto
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Responsabile Amianto: nuova figura professionale in Liguria, obbligo di comunicazione del nominativo su autonotifica periodica (scadenza 31 maggio 2014)

La Regione Liguria ha predisposto un elenco, in fase di continuo aggiornamento, che raccoglie i nominativi del personale abilitato allo svolgimento del ruolo di “Responsabile per la gestione del problema amianto”. Il Responsabile Amianto ha il compito di effettuare il programma di controllo dei materiali contenenti amianto (punto 4 dell’Allegato al D.M. 6 settembre 1994).
Nel corso della scadenza del 31 maggio prossimo venturo per la consegna all’ASL dell’autonotifica andrà comunicato il nominativo del Responsabile Amianto che abbia acquisito il relativo “Attestato di Idoneità“.

Ricordiamo che le schede di autonotifica devono essere trasmesse a mezzo raccomandata o a mano alla Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente.
La scadenza di presentazione (a partire dal 2000) ha una periodicità differente a seconda che l’amianto sia contenuto in manufatti a matrice compatta o friabile:

  • Periodicità triennale per materiale in matrice compatta
  • Periodicità annuale per materiale in matrice friabile

Il Piano Regionale della Liguria di protezione dall’amianto stabilisce che per ogni manufatto contenente amianto esista un piano di monitoraggio periodicamente attivato. Il piano di monitoraggio deve essere opportunamente aggiornato.

Le schede di autonotifica sono disponibili sui siti delle Aziende sanitarie Locali ad esempio:

Gli uffici di S.T.A. Studio Tecnico Ambientale srl sono a disposizione di qualsiasi utente pubblico e privato per chiarimenti e consulenze e se necessario per svolgere il ruolo di Responsabile della Gestione e Controllo dell’amianto.

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impianti elettrici
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Impianti elettrici norma CEI 11-2: nuovi adempimenti per la sicurezza

Riguardo ai lavori sugli impianti elettrici, il 1° febbraio 2014 è entrata in vigore la quarta edizione della norma CEI 11-27.
Fino al 1° febbraio 2015 sarà sempre applicabile la vecchia normativa risalente al 2005.

Generalmente le norme CEI hanno interesse specifico per gli operatori del settore, mentre la norma in oggetto interessa non solo le imprese installatrici ma anche gli uffici tecnici interni di imprese non installatrici che eseguono direttamente la manutenzione dei propri impianti elettrici, delle macchine e delle apparecchiature elettriche.

Importanti precisazioni riguardano inoltre i lavori sugli impianti elettrici che vengono affidati ad un’impresa installatrice esterna (campo di attuazione dell’art. 26 del D.Lgs 81/08): il datore di lavoro committente è fatto carico di richiedere e verificare che l’impresa esecutrice impieghi personale qualificato.
La norma interessa infine coloro che eseguono lavori non elettrici vicino a linee elettriche esterne o comunque a parti attive non protette.

 

 

 

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Qualifica dei formatori
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Formazione addetti antincendio ed emergenza: abilitati gli ingegneri “818”

Formazione addetti antincendio ed emergenza: chiarimenti della commissione

La Commissione consuntiva permanente in tema di prevenzione incendi, riconosce, finalmente, la possibilità per gli ingegneri abilitati ai sensi della legge n. 818/84 allo svolgimento di attività di prevenzione incendi, di assumere il ruolo di formatore nei corsi rivolti agli addetti antincendio ed emergenza nelle imprese a rischio medio e basso. Tale fatto è un riconoscimento della professionalità specifica ed “operativa” rispetto a quella più generica del “formatore di sicurezza”.
Viene quindi chiarito gli ingegneri in possesso dei suddetti requisiti possono rilasciare i relativi attestati di frequenza (validi ai sensi dell’art. 37, comma 9, D.lgs. n. 81 del 2008).

Naturalmente i corsi per addetti antincendio ed emergenza devono essere organizzati secondo quanto previsto dal D.Lgs. 81/08.
La formazione per addetti antincendio ed emergenza varia a seconda del livello di rischio incendio che emerge dalla valutazione del rischio.

È il D.M. 10 marzo 1998 che fornisce la guida e le indicazioni per l’effettuazione della valutazione in azienda.
Vengono riconosciute attività a rischio medio tutte quelle soggette a controllo dei Vigili del Fuoco, a rischio elevato quelle contenute negli allegati al decreto già citato e a rischio basso tutte le altre.

 

 

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inail 2014
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Sgravi fiscali INAIL 2014

Con qualche mese di anticipo, l’INAIL ha  presentato il nuovo modello OT24 INAIL 2014 relativo ad interventi di sicurezza sul lavoro e formazione effettuati nel corso del 2013 volto ad ottenere la riduzione del tasso medio di tariffa (art. 24 delle Modalità di applicazione delle Tariffe dei premi – D.M. 12/12/2000 e s.m.i.) per imprese con più di due anni di attività. Tale sconto è previsto sia per il comparto pubblico che per il comparto privat0.

Il nuovo modulo è relativo agli interventi effettuati nel corso del 2013 e la relativa domanda va effettuata entro il 28/2/2014.

A seguito dell’entrata in vigore del D.M. 03/12/2010 di approvazione della delibera INAIL n. 79/2010, gli sgravi fiscali INAIL tramite modello OT24 INAIL 2014 si traducono in sconti sui premi secondo quando riportato di seguito (i numeri indicano il numero lavoratori):

• fino a 10: 30%
• da 11 a 50: 23%
• da 51 a 100: 18%
• da 101 a 200: 15%
• da 201 a 500: 12%
• oltre 500: 7%

Per beneficiare della riduzione del premio INAIL mediante il modulo OT24 del 2014 le aziende devono essere in possesso dei requisiti per il rilascio della regolarità contributiva e assicurativa e in regola con le disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro.

Gli interventi da indicare nel modulo e implementati nel 2013 non sono obbligatori, ma rappresentano interventi di miglioramento nel campo della prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro che va oltre i limiti di legge.
La dichiarazione dell’azienda è soggetta a controllo a campione da parte INAIL per verificare la veridicità di quanto dichiarato.

Gli allegati del modello OT24 INAIL e il modello da compilare sono riportati di seguito

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attrezzature di lavoro
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Verifiche periodiche attrezzature di lavoro: le modifiche all’art. 71 D.Lgs. 81/08

L’art. 71 del D.Lgs. 81/08, comma 11, modificato nel mese di agosto con la Legge 98/2013, ha subito un ulteriore intervento correttivo per effetto della Legge 30 ottobre 2013, n. 125 (di conversione del D.Lgs. 31 agosto 2013, n. 101) riguardo alle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro.

La norma elimina un onere introdotto dalla richiamata Legge 98/2013, che comportava l’obbligo di effettuare la prima verifica entro 45 giorni dalla “messa in servizio” delle attrezzature di lavoro.
Ciò determinava l’introduzione di un nuovo ed inutile adempimento nella fase di messa in servizio della macchina, anzichè secondo le normali scadenze previste dall’allegato VII del D.Lgs 81/08.

La nuova formulazione dell’art. 71, ripristinando il testo precedente alla Legge n. 98/2013, prevede che la prima verifica alle attrezzature di lavoro venga effettuata entro 45 giorni dalla “richiesta”, da parte del datore di lavoro, e non dalla “messa in servizio”.
Sono quindi confermate le scadenze dei termini per l’ esecuzione delle verifiche previste dall’allegato VII.

Il provvedimento sulle verifiche periodiche alle attrezzature di lavoro, pubblicato nella G.U. del 30 ottobre 2013, n. 255, è entrato in vigore lo scorso 31 ottobre.

 

 

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duvri
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Modifiche all’art. 26 (DUVRI) da parte del Decreto del Fare

Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81

Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Articolo 26 – Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione (DUVRI)
Modificato dal decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (in S.O. n. 50/L alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 144 del 21 giugno 2013), convertito con legge 9 agosto 2013, n. 98 «Disposizioni urgenti per il rilancio dell’ economia».
(GUn.194 del 20-8-2013 – Suppl. Ordinario n. 63) – In vigore dal 21 agosto 2013

Si riportano le modifiche in grassetto

1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima, sempre che abbia la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo:
a) verifica, con le modalità previste dal Decreto di cui all’articolo 6, comma 8, lettera g), l’idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori, ai servizi e alle forniture da affidare in appalto o mediante contratto d’opera o di somministrazione.
Fino alla data di entrata in vigore del Decreto di cui al periodo che precede, la verifica è eseguita attraverso le seguenti modalità:

  1. acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato;
  2. acquisizione dell’autocertificazione dell’impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell’articolo 47 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al Decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445;

b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di  emergenza adottate in relazione alla propria attività.

2. Nell’ipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori:
a) cooperano all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto;
b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva.

3. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione e il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile,ridurre al minimo i rischi da interferenze
ovvero individuando, limitatamente ai settori di attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali di cui all’articolo 29, comma 6-ter,con riferimento sia all’attività del datore di lavoro committente sia alle attività dell’impresa appaltatrice e dei lavoratori autonomi, un
proprio incaricato, in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali, adeguate e specifiche in relazione all’incarico conferito, nonché di periodico aggiornamento e di conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro, per sovrintendere a tali cooperazione e coordinamento. In caso di redazione del documento esso e’ allegato al contratto di appalto o di opera e deve essere adeguato in funzione dell’evoluzione dei lavori, servizi e forniture. A tali dati accedono il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Dell’individuazione dell’incaricato di cui al primo periodo o della sua sostituzione deve essere data immediata evidenza nel contratto di appalto o di opera. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. Nel l’ambito di applicazione del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, tale documento e’ redatto, ai fini dell’affidamento del contratto, dal soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dello specifico appalto.

3-bis. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, l’obbligo di cui al comma 3 non si applica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature, ai lavori o servizi la cui durata non e’ superiore a cinque uomini-giorno, sempre che essi non
comportino rischi derivanti dal rischio di incendio di livello elevato, ai sensi del decreto del Ministro dell’interno 10 marzo 1998, pubblicato nel supplemento ordinario n. 64 alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998, o dallo svolgimento di attività in ambienti confinati, di cui al
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 177, o dalla presenza di agenti cancerogeni, mutageni o biologici, di amianto o di atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all’allegato XI del presente decreto.

Ai fini del presente comma, per uomini-giorno si intende l’entità presunta dei lavori, servizi e forniture rappresentata dalla somma delle giornate di lavoro necessarie all’effettuazione dei lavori, servizi o forniture considerata con riferimento all’arco temporale di un anno all’inizio dei lavori.

3-ter. Nei casi in cui il contratto sia affidato dai soggetti di cui all’articolo 3, comma 34, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, o in tutti i casi in cui il datore di lavoro non coincide con il committente, il soggetto che affida il contratto redige il documento di valutazione dei rischi da interferenze recante una valutazione ricognitiva dei rischi standard relativi alla tipologia della prestazione che potrebbero potenzialmente derivare dall’esecuzione del contratto. Il soggetto presso il quale deve essere eseguito il contratto, prima dell’inizio dell’esecuzione, integra il predetto documento riferendolo ai rischi specifici da interferenza presenti nei luoghi in cui verrà espletato l’appalto; l’integrazione,  sottoscritta per accettazione dall’esecutore, integra gli atti contrattuali

4. Ferme restando le disposizioni di legge vigenti in materia di responsabilità solidale per il mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali e assicurativi, l’imprenditore committente risponde in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore, dipendente dall’appaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato ad opera dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) o dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA).
Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.
5. Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della data di entrata in vigore del presente Decreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del Codice civile, devono essere specificamente indicati a pena di nullità ai sensi dell’articolo 1418 del Codice civile i costi delle misure adottate per eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro derivanti dalle interferenze delle lavorazioni.
I costi di cui al primo periodo non sono soggetti a ribasso. Con riferimento ai contratti di cui al precedente periodo stipulati prima del 25 agosto 2007 i costi della sicurezza del lavoro devono essere indicati entro il 31 dicembre 2008, qualora gli stessi contratti siano ancora in corso a tale data. A tali dati possono accedere, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

6. Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell’anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all’entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture. Ai fini del presente comma il costo del lavoro è determinato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sul la base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva stipulata dai sindacati comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali.
In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione.

7. Per quanto non diversamente disposto dal Decreto Legislativo 12 aprile 2006 n. 163, come da ultimo modificate dall’articolo 8, comma 1, della Legge 3 agosto 2007, n. 123, trovano applicazione in materia di appalti pubblici le disposizione del presente Decreto.

8. Nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro.

 

 

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modifiche d.lgs. 81/2008
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Modifiche D.Lgs. 81/2008 – Decreto del Fare – Legge 98 del 9 agosto 2013

Al decreto legislativo 81/2008, del 9 aprile, sono apportate importanti modifiche da parte del Decreto del Fare vengono riportate di seguito le più rilevanti si rimanda alla lettura completa della Legge 9 agosto 2013 n° 98 art. 32 che trovate in allegato, in particolare da pag. 39 a 43.

Nei confronti dei volontari, dei volontari che effettuano servizio civile, dei soggetti che prestano la propria  attività spontaneamente e a titolo gratuito o con mero rimborso di spese, in favore delle associazioni di promozione sociale, e delle associazioni sportive dilettantistiche: che operano presso un datore di lavoro, questi è tenuto a fornire al soggetto dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti nei quali è chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla sua attività.

  • DUVRI (all’articolo 26, i commi 3 e 3-bis D.Lgs. 81/08)

La novità consiste nella possibilità di scegliere, in caso di aziende a basso rischio infortunistico (il cui elenco uscirà entro 90 gg. dall’entrata in vigore della presente Legge) tra redazione del DUVRI (come è sempre avvenuto) oppure individuare un proprio incaricato (PREPOSTO), in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali, adeguate e specifiche.
Per le aziende al di fuori dell’elenco suddetto rimane l’obbligo di redazione del DUVRI.
Fino al momento in cui non viene individuato l’elenco si applica anche nelle attività a basso rischio.
Il DUVRI o il preposto non si applica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature, ai lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai 5 uomini giorno nell’arco di un anno (ATTENZIONE PRIMA ERA INFERIORE A 2 GG).
Rimane l’obbligo di redazione del DUVRI in caso di lavori eseguiti in aziende a rischio di incendio elevato (non presente prima), in ambienti confinati o in presenza di agenti cancerogeni, mutageni o biologici, di amianto o di atmosfere esplosive o rischi particolari di cui all’allegato XI del D.lgs. 81/08.

UOMINI-GIORNO = l’entità presunta dei lavori, servizi e forniture rappresentata dalla somma delle giornate di lavoro necessarie all’effettuazione dei lavori, servizi o forniture considerata con riferimento all’arco temporale di un anno dall’inizio dei lavori».

  • Documento di valutazione dei rischi (art. 17-28-29 D.Lgs. 81/08)

Nelle aziende a basso rischio di infortuni e malattie professionali (il cui elenco verrà emanato con apposito decreto del Ministero del Lavoro entro 90 gg) i Datori di lavoro possono dimostrare di aver effettuato la valutazione dei rischi tramite compilazione di apposito modello che verrà allegato al Decreto suddetto. Resta ferma la possibilità di redarre il DVR con le procedure standardizzate. Fino al momento dell’emanazione dell’elenco resta fermo l’obbligo di redarre il documento anche per le aziende a basso rischio.

  • Attrezzature di Lavoro (art. 71 D.Lgs. 81/08)

Le attrezzature di lavoro riportate nell’allegato VII devono essere sottoposte a verifiche periodiche con la frequenza indicata in allegato.
Per la prima verifica il datore di lavoro si avvale dell’INAIL, che vi provvede nel termine di quarantacinque giorni dalla messa in servizio dell’attrezzatura. Una volta decorso inutilmente il termine sopra indicato, il datore di lavoro può avvalersi, a propria scelta, di altri soggetti pubblici o privati abilitati.
Le successive verifiche sono effettuate su libera scelta del datore di lavoro dalle ASL o, ove ciò sia previsto con legge regionale, dall’ARPA, o da soggetti pubblici o privati abilitati.
I verbali redatti all’esito delle verifiche devono essere conservati e tenuti a disposizione dell’organo di vigilanza. Le verifiche sono effettuate a titolo oneroso a carico del datore di lavoro.

  • Contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163

Viene riportata la seguente precisazione:
“Il prezzo più basso è determinato al netto delle spese relative al costo del personale, valutato sulla base dei minimi salariali definiti dalla contrattazione collettiva nazionale di settore tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, delle voci retributive previste dalla contrattazione integrativa di secondo livello e delle misure di adempimento alle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.

 

Modifiche D.Lgs. 81/2008: Legge 98 del 9 agosto 13 pag. 39-43 (le pagine di interesse sono dalla 39 alla 43 art. 32)

 

 

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aggiornamento addetto antincendio
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Corsi di aggiornamento addetto antincendio

Indicazioni sui corsi di aggiornamento per i lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi

 

La circolare dei Vigili del Fuoco del 23.02.2011

L’articolo 37 comma 9 del D. Lgs. n. 81/2008 da indicazioni circa la formazione che devono ricevere i lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro:
“9. I lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza devono ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa dell’emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell’articolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’interno in data 10 marzo 1998, pubblicato nel S.O. alla G.U. n. 81 del 7 aprile 1998, attuativo dell’articolo 13 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.”

Visto che il Decreto 10 marzo 1998, non da indicazioni circa l’aggiornamento periodico e in attesa dell’emanazione delle nuove disposizioni, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, ha emanato una lettera circolare nella quale sono stati definiti il programma, i contenuti e la durata dei corsi medesimi distinguendoli per tipologia di rischio.

La circolare divide l’aggiornamento in tre livelli di rischio: basso, medio, alto.

 

CORSO A: aggiornamento addetto antincendio in attività a rischio di incendio basso – 2 ore

Durata: 2 ore
Argomento: presa visione del registro antincendio e istruzioni sull’uso degli estintori (dimostrazione pratica o avvalendosi di sussidi audiovisivi)

 

CORSO B: aggiornamento addetto antincendio in attività a rischio di incendio medio – 5 ore

Parte teorica: 2 ore
Argomento: l’incendio e la prevenzione; protezione antincendio e procedure da adottare
Parte pratica: 3 ore
Presa visione del registro antincendio; esercitazione sull’uso di estintori, naspi e idranti

 

CORSO C: aggiornamento addetto antincendio in attività a rischio di incendio alto – 8 ore

Parte teorica: 5 ore
Argomento: l’incendio e la prevenzione; protezione antincendio e procedure da adottare
Parte pratica: 3 ore
Presa visione del registro antincendio; chiarimento sull’uso dei DPI; esercitazione sull’uso di estintori, naspi e idranti

 

Lettera Circolare Ministero Interno 23.2.2011 prot.12653 (Corsi di aggiornamento)

 

S.T.A. Studio Tecnico Ambientale srl è in grado di fornire i corsi sopra elencati per la parte teorica e di fornire supporto ed indicazioni per la parte pratica.

 

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