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formazione on line sulla sicurezza
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Corsi di formazione on line sulla sicurezza – D.Lgs. 81/08

In conseguenza alla pubblicazione dell’Accordo Stato Regioni del 21.12.2011, S.T.A. Studio Tecnico Ambientale srl ha attivato la piattaforma e-learning su cui poter effettuare i corsi di Formazione generale sulla sicurezza (4 ore) per i lavoratori e di formazione dei dirigenti come definiti dall’art. 2 D.Lgs. 81/08 (Corso di 16 ore) direttamente on line, così come consentito dall’Accordo Stato Regioni del 21.12.11 con i contenuti e le modalità indicate dall’Accordo medesimo.

A seguito del corso verrà inviato direttamente presso la Vostra sede l’attestato di partecipazione al corso con indicati nome e cognome, data e luogo di nascita del partecipante, durata e data del corso effettuato e contenuti del corso, report di partecipazione al corso ai sensi dell’Accordo.

Per lo svolgimento dei corsi di formazione on line sulla sicurezza sul lavoro è necessario disporre di PC dotato di casse acustiche, connessione ad internet con Internet Explorer, Windows Media Player, lettore di file pdf.

I corsi di formazione on line sulla sicurezza sul lavoro si sviluppano attraverso moduli/lezioni di durata variabile a cui è possibile accedere in tempi e momenti diversi e a seguito dei quali sono presenti test di verifica di apprendimento.
Verrà lasciato un tempo massimo per l’effettuazione del corso dal momento del primo accesso: pari ad 1 mese per il corso di formazione generale sulla sicurezza e pari a 3 mesi in caso del corso per dirigenti, terminato tale periodo non sarà più possibile accedere e terminare il corso e non potrà essere rilasciato l’attestato.

Per quanto riguarda le modalità di iscrizione ed effettuazione dei corsi di formazione sulla sicurezza, costi di partecipazione, rilascio di attestato e ogni ulteriore altra informazione siamo disponibili all’indirizzo e-mail staambiente@staambiente.com oppure al numero di telefono 010 2518595.

Le guide al corso e-learning, di aiuto per poter effettuare il corso sulla piattaforma on line:

 

Login



 

Iscrizione e richiesta informazioni

Iscrivendoti al form verrai contattato per informazioni nel giro di 48 ore tramite mail o telefono.
Successivamente ti verranno fornite username e password per accedere all’area riservata e iniziare subito il corso di formazione on line sulla sicurezza.

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verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro
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Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro e criteri per l’abilitazione dei soggetti

Precisazione sulle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro indicate all’allegato VII del D.Lgs. 81/08 e criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’art. 71 comma 13 del D. Lgs. 81/08

Comunicazione di interesse per i Datori di lavoro e i referenti per la gestione e manutenzione dei macchinari e delle attrezzature

Lo scorso 23 maggio sono entrate in vigore le disposizioni che definiscono la “Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro di cui all’All. VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo”.
In base alla citata normativa, l’Inail e le ASL possono avvalersi per l’effettuazione delle verifiche di loro competenza del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati individuati dal datore al momento della richiesta.
Qualora le verifiche non vengano effettuate nei termini di legge (60 giorni per la prima verifica, 30 giorni per le successive verifiche periodiche), il datore di lavoro si può rivolgere ad un soggetto abilitato.
Il Decreto dirigenziale dei ministeri competenti del 21 maggio 2012 (cfr. all.), ha adottato l’elenco dei soggetti, pubblici o privati, abilitati alle verifiche periodiche sulle attrezzature di cui all’allegato VII del D.Lgs n. 81/2008. Il provvedimento riporta la ragione sociale, l’indirizzo, la regione di riferimento nella quale i singoli soggetti effettuano le verifiche e la tipologia di attrezzatura oggetto del controllo.

L’Inail, nel proprio sito internet (www.inail.it), ha reso note le modalità di richiesta di verifica delle attrezzature di lavoro, indicando la modulistica e gli indirizzi cui inviare le domande in forma cartacea e l’apposita procedura informatizzata on-line.

Circolare del Ministero del Lavoro 25 Maggio 2012

Decreto dirigenziale 21 maggio 2012

Allegato VII D.Lgs. 81/08 Attrezzature di lavoro soggette alle verifiche periodiche

 

 

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Autovertificazione valutazione dei rischi
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Autocertificazione valutazione dei rischi – Proroga

AUTOCERTIFICAZIONE VALUTAZIONE DEI RISCHI

Il Decreto Legislativo 81 del 9 aprile 2008, stabilisce all’art. 29 che i Datori di Lavoro che occupano fino a 10 lavoratori, possono autocertificare la valutazione dei rischi.
Il Decreto prevedeva che l’autocertificazione potesse essere effettuata solo fino al 30 giugno 2012, dopo tale data tutti i Datori di Lavoro indipendentemente dal numero dei lavoratori dovevano elaborare il Documento di Valutazione dei Rischi.

Ad oggi, è stato emanato il Decreto-Legge n°57 del 12 maggio 2012 “Disposizioni urgenti in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro nel settore dei trasporti e delle microimprese”.

In seguito alla suddetta emanazione viene prorogata di ulteriori 6 mesi la procedura semplificata di valutazione dei rischi per le aziende che occupano fino a 10 lavoratori.
Slitta quindi al 31 dicembre 2012 l’obbligo dell’elaborazione del Documento di valutazione dei rischi.
L’autocertificazione della Valutazione dei Rischi in possesso rimane quindi valida a tutto il 31 dicembre 2012.

Si riporta di seguito l’estratto del Decreto-Legge n°57 del 12 maggio 2012

“Disposizioni urgenti in materia di tutela della salute e della  sicurezza nei luoghi di lavoro nel settore dei trasporti e delle microimprese”

Entrata in vigore del provvedimento: 14/05/2012

– Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

– Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare disposizioni tese ad evitare il vuoto normativo scaturente  dall’abrogazione della normativa speciale in materia di sicurezza del lavoro nell’ambito dei settori ferroviario, marittimo e portuale prevista dall’articolo 3, comma 3, ultimo periodo, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e dall’espressa esclusione dell’applicabilità ai suddetti settori di alcuni titoli del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, come quello sui luoghi di lavoro, prevista dall’articolo 62, comma 2, del citato decreto;

– Ritenuta, altresì, la straordinaria necessita’ ed urgenza di  scongiurare il rischio di una sospensione delle attività operative nei settori ferroviario, marittimo e portuale, determinata all’impossibilita’ di applicare le disposizioni tecniche previste dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, incompatibili con gli attuali standard tecnici di esercizio applicati ai citati settori;

– Ritenuta, infine, la straordinaria necessita’ ed urgenza di evitare, nelle more della definizione delle procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui all’articolo 29, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, che i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori, i quali entro il 30 giugno 2012 possono autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi, siano obbligati, a decorrere dal 1° luglio 2012, ad elaborare il documento di valutazione dei rischi secondo le procedure ordinarie;

– Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella  riunione dell’11 maggio 2012;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri della giustizia e dell’economia e delle finanze;

Emana il seguente decreto-legge:

Art. 1

1. All’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008,

n. 81, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: “Fino alla scadenza del termine di cui al comma 2,” sono sostituite dalle seguenti: “Fino all’emanazione dei decreti di cui al comma 2,”;

b) le parole da: ” ; decorso” a: ” decreto” sono soppresse.

2. Per consentire la definizione delle procedure standardizzate di valutazione dei rischi di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, all’articolo 29, comma 5, secondo periodo, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, le parole: “Fino alla scadenza del diciottesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 30 giugno 2012″ sono sostituite dalle seguenti: “Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012″.

 

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Gestione Sicurezza sul Lavoro
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Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro (SGSL)

SISTEMI DI GESTIONE PER LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO: VANTAGGI ORGANIZZATIVI ED ECONOMICI PER L’IMPRESA

Con l’emanazione del D.Lgs. 106 del 2009, riportante le modifiche al D.Lgs. 81/08, la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori individua nel Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro “la regia” per la valutazione dei rischi, attuazione delle misure e disposizioni per prevenire i rischi, controllo e monitoraggio del livello di prevenzione raggiunto, pianificazione, attuazione e verifica dei processi di formazione, informazione e addestramento dei lavoratori, preposti e dirigenti.

Anche se il D. Lgs 81/08 non lo pone come un obbligo, in vari articoli (Art. 16-18-28) viene indicata l’indispensabilità di adottare un modello organizzativo per la gestione della salute e sicurezza dei lavoratori.
In particolare l’art. 30 del D.Lgs introduce i Sistemi di Gestione per la Sicurezza sul Lavoro come pressupposto per avere effetto esimente della responsabilità amministrativa di cui parla il D.Lgs 231/2001, che definisce la responsabilità amministrativa delle aziende in caso di reati commessi da amministratori, dipendenti e collaboratori esterni dell’azienda stessa.
Per evitare che le aziende siano esposte alla responsabilità amministrativa per illeciti commessi da questi soggetti, occorre venga adottato un modello di organizzazione e gestione che assume carattere ed efficacia di “esimente”. Con il termine “esimente” o scriminante si intende una determinata situazione in presenza della quale un fatto, corrispondente alla fattispecie astratta di reato, perde il carattere di antigiuridicità in virtù di una norma giuridica che lo impone o lo consente.
Il reato commesso in una delle previste condizioni non è dunque reato e il soggetto che lo ha commesso non è punibile.

L’efficacia esimente del modello di organizzazione è subordinata però alla valutazione del giudice penale: non è sufficiente infatti per le aziende la creazione di un modello perché ne sia esclusa la responsabilità, infatti essa verrà esclusa dal giudice solo quando questi avrà accertato che il modello adottato sia attuato ed efficace.


Quali benefici e vantaggi può ottenere un’azienda dall’adozione di un Sistema di Gestione per la Sicurezza sul Lavoro?

I benefici che l’organizzazione può conseguire applicando e condividendo un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sul Luogo di Lavoro sono:

  • Valore esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche;
  • In caso di controversia viene invertito l’onere della prova sulla vigilanza, il datore di lavoro non è tenuto a dimostrare a priori di aver effettuato la vigilanza in quanto questa è ricompresa nel Sistema di Gestione;
  • Possibilità di ottenere la riduzione del premio INAIL fino al 40 %;
  • Fare crescere ulteriormente la propria immagine esterna in termini di credibilità e di affidabilità;
  • Costituire titolo preferenziale per le gare di appalto per forniture ad Enti pubblici;
  • Aggiungere trasparenza nei confronti delle Autorità di controllo e degli Organi di vigilanza;
  • Apportare un ulteriore fattore di competitività dal momento che stanno assumendo sempre più notevole importanza, anche in ambito giuridico-legislativo, le valutazioni relative alla gestione della sicurezza aziendale come indicatori della stabilità e della competitività di un’organizzazione, allo stesso modo di quanto sta accadendo sotto il profilo ambientale e sociale;
  • Ridurre il numero d’incidenti sul lavoro sia in termini di frequenza che in termini di gravità;
  • Ridurre i costi da sostenere per la così detta “non sicurezza”;
  • Assicurare la conformità ai requisiti di legge in modo il più possibile puntuale e congruo.

 

S.T.A. Studio Tecnico Ambientale Srl predispone ed elabora Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro (SGSL) per ogni tipo di attività, dalle piccole alle grandi imprese.

 

 

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corsi sicurezza on line
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Corsi sicurezza on line

Corsi di formazione per la sicurezza: quali si possono effettuare on line?

Considerato il fiorire di corsi di formazione on line per le diverse figure che compongono l’organigramma della sicurezza ci viene spesso fatta la domanda “quali corsi si possono effettuare on line? L’emanazione dell’ Accordo Stato Regione del  21/12/2011 inerente la formazione dei lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro che ricoprono il ruolo di RSPP che prevede la possibilità per alcuni dei soggetti sopra elencati di fruire di corsi on line

 

  • CORSI SICUREZZA ON LINE PER LAVORATORI/PREPOSTI/DIRIGENTI E DATORI DI LAVORO RSPP 


FIGURA RELATIVA ALLA SICUREZZA


CORSO CON MODALITÀ E-LEARNING


CORSO CON LEZIONI FRONTALI IN AULA

Lavoratori


SI IN PARTE

SOLO Formazione GENERALE
(4 ore)

SI

tutta la formazione prevista

Generale + specifica


Lavoratori: aggiornamento
6 ore ogni 5 anni

SI

SI

Preposti


SI IN PARTE

 SOLO gli argomenti previsti dal punto 1 al punto 5 del punto 5 dell’Accordo 21/12/2012 ovvero:

La parte generale e teorica

  • Principali soggetti del sistema della prevenzione aziendale:compiti, obblighi, responsabilità
  • Relazione tra i vari soggetti interni ed esterni del sistema di prevenzione
  • Definizione ed individuazione dei fattori di rischio
  • Incidenti e infortuni mancanti
  • Tecniche di comunicazione e sensibilizzazione dei lavoratori

SI

Tutta la formazione prevista dalla normativa
(8 ore)


Preposti: aggiornamento

6 ore ogni 5 anni

SI

SI


Dirigente


SI SEMPRE

SI


Dirigenti: aggiornamento
6 ore ogni 5 anni

SI

SI


Datore di Lavoro
che ricopre il ruolo di RSSP all’interno dell’azienda


SI IN PARTE

SOLO IL MODULO 1 (Normativo) e
MODULO 2 (gestionale)

 

SI

Tutta la formazione prevista
(16 o 32 o 48 ore)


Aggiornamento:
Datore di Lavoro che ricopre il ruolo di RSSP all’interno dell’azienda

SI

(6 o 8 o 12 ore)

SI

(6 o 8 o 12 ore)

 

  • CORSI PER RSPP E RLS

 


FIGURA RELATIVA ALLA SICUREZZA


CORSO CON MODALITÀ E-LEARNING


CORSO CON LEZIONI FRONTALI IN AULA


Responsabile del Servizio di Prevenzione Protezione (RSPP)



NO MAI


SI la formazione di base

MODULI A, B, C


Aggiornamento RSPP


SI SEMPRE


SI


Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)
 


NO MAI**


SI SOLO CON QUESTA MODALITÀ (32 ore)

** Su internet vengono offerti diversi pacchetti di corsi sicurezza on line per la formazione degli RLS.
Il Ministero Lel lavoro a tale proposito pubblica sul proprio sito, nella sezione FAQ, quanto sotto riportato:

“Il Decreto Legislativo 81/08 prevede in particolare al comma 12 che le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione dei RLS sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei contenuti minimi dettati dalla norma stessa, fra i quali si sottolinea in particolare la formazione sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate. Ne deriva che la normativa risulta poco chiara sulle possibilità/dovere di effettuare i corsi con lezioni frontali oppure on line.

Giova peraltro sottolineare l’imprescindibile rispetto del limite intrinseco derivante dal carattere di necessaria adeguatezza ed effettività della formazione stessa, e dalla sua commisurazione ai rischi specifici connessi ad ogni realtà produttiva e singola posizione lavorativa, principio che non può ritenersi inverato nel caso di una formazione interamente, o prevalentemente, a distanza, che perderebbe, pertanto, il suo stretto legame con l’ambiente di lavoro e la valutazione del rischio”.

>> Vai al link

 

S.T.A. Studio Tecnico Ambientale srl provvederà entro il mese di maggio 2012 ad attivare i corsi sicurezza on line per dirigenti, lavoratori (parte generale) e preposti (parte generale). 

 

 

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formazione dei lavoratori
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Accordo 21/12/2011 sulla formazione dei lavoratori, datori di lavoro, dirigenti e preposti

>> Accordo del 21 dicembre 2011 inerente la formazione dei lavoratori, dirigenti e preposti

>> Accordo del 21 dicembre 2011 inerente la formazione dei datori di lavoro che svolgono il ruolo di RSPP

 

  • FORMAZIONE DEI DATORI DI LAVORO CHE RICOPRONO LE FUNZIONI DI RSPP

 Ai sensi dell’ Accordo Conferenza Stato Regione del 21/12/2011

L’accordo disciplina, ai sensi dell’articolo 34 del D.Lgs 81/08, la durata, i contenuti, le articolazioni e le modalità di espletamento del percorso formativo e dell’aggiornamento per il datore di lavoro che intende svolgere, nei casi previsti del decreto stesso, i compiti propri del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione.
È esclusa dall’accordo la formazione per svolgere il ruolo di addetto all’emergenza ed al primo soccorso.

ORGANIZZAZIONE DEI CORSI

Devono essere rispettati i seguenti requisiti:

  • Individuazione di un responsabile del progetto formativo (può essere il docente)
  • Un numero massimo di partecipanti ad ogni corso pari a 35;
  • Tenuta del registro di presenza
  • Assenze ammesse: massimo 10% del monte orario complessivo
  • Verifica finale di apprendimento con colloquio o test, formulazione del giudizio in termini di valutazione globale e redazione del relativo verbale da parte del responsabile del progetto formativo o delegato.

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

Il percorso base è articolato in 4 moduli, associati a tre differenti livelli di rischio in funzione del settore ATECO di attività riportato nell’allegato II dell’Accordo:

  • Settore ATECO a RISCHIO BASSO: 16 ore di formazione
  • Settore ATECO a RISCHIO MEDIO: 32 ore di formazione
  • Settore ATECO a RISCHIO ALTO: 48 ore di formazione

L’aggiornamento ha periodicità quinquennale con durata del corso modulata in relazione ai tre livelli di rischio:

  • Settore ATECO a RISCHIO BASSO: 6 ore di formazione
  • Settore ATECO a RISCHIO MEDIO: 10 ore di formazione
  • Settore ATECO a RISCHIO ALTO: 14 ore di formazione

TERMINI PER LA FORMAZIONE E L’AGGIORNAMENTO

Per i datori di lavoro che alla data odierna rivestono il ruolo di RSPP devono provvedere al più presto alla frequenza dei corsi di formazione previsti essendo già previsto dal D.Lgs 81/08 l’obbligo di formazione per tali soggetti ai sensi dell’art. 34 comma 2.
In caso di esercizio di nuova attività il datore di lavoro che intende svolgere, nei casi previsti dal D.Lgs 81/08, i compiti del servizi di prevenzione e protezione dei rischi deve contemplare il percorso formativo entro e non oltre 90 giorni dalla data di inizio della propria attività.
 L’aggiornamento è previsto ogni cinque anni a decorrere dalla data di pubblicazione del presente articolo (21 dicembre 2011).
L’obbligo di aggiornamento per i datori di lavoro per i quali la formazione sia stata erogata da PIU’ di 5 anni dovrà essere ottemperato entro 24 MESI dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2013.
L’obbligo di aggiornamento per i datori di lavoro per i quali la formazione sia stata erogata da MENO di 5 anni dovrà essere ottemperato entro 5 anni dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2016.

 

 

  • FORMAZIONE DEI PREPOSTI

Ai sensi dell’ Accordo Conferenza Stato Regione del 21/12/2011

L’accordo disciplina, ai sensi dell’articolo 37 del D.Lgs 81/08, la durata, i contenuti, le articolazioni e le modalità di espletamento del percorso formativo e dell’aggiornamento dei lavoratori e delle lavoratrici, dei preposti e dei dirigenti.
L’applicazione dei contenuti dell’Accordo nei riguardi dei preposti, per quanto facoltativa, costituisce corretta applicazione dell’art.37, comma 7, del D.Lgs 81/08.
Sarà onere del datore di lavoro dimostrare che un percorso formativo di contenuto differente, eventualmente erogato ai preposti, abbia comunque fornito agli stessi una formazione adeguata e specifica.

È esclusa dall’accordo la formazione per svolgere il ruolo di addetto all’emergenza ed al primo soccorso.

Per Preposto ai sensi del D.Lgs 81/08, art. 2 si intende “la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende l’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa”. Rientrano in tale definizione i capi turno, capi squadra, capi cantieri, ecc.

ORGANIZZAZIONE DEI CORSI

Per ciascun corso si deve provvedere:

  • Un soggetto organizzatore
  • Un responsabile del progetto formativo (può essere il docente)
  • I nominativi dei docenti
  • Un numero massimo di partecipanti ad ogni corso pari a 35;
  • Il registro di presenza dei partecipanti
  • Obbligo di frequenza del 90% delle ore di formazione previste
  • Verifica finale obbligatoria di apprendimento con colloquio o test, formulazione del giudizio in termini di valutazione globale e redazione del relativo verbale da parte del responsabile del progetto formativo o delegato.
  • La preventiva verifica della comprensione della lingua da parte dei discenti stranieri e delle modalità che assicurino la comprensione dei contenuti da parte degli stessi

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

Il percorso di formazione dei preposti è così articolato:

1 . Formazione prevista per i lavoratori in relazione al settore ATECO di appartenenza (4 ore di formazione generale + 4 o 8 o 12 ore di formazione specifica in relazione al rischio basso/medio/alto)

+

2. Formazione particolare aggiuntiva della durata minima di 8 ore

+

3. Aggiornamento quinquennale della durata minima di 6 ore

La formazione è di 12 ore in totale per tutti i settori ATECO di appartenenza. 

TERMINI PER LA FORMAZIONE E L’AGGIORNAMENTO

Per i soggetti che ricoprivano già il ruolo di PREPOSTO alla data di pubblicazione del presente accordo (21 dicembre 2011) la formazione deve avvenire entro 18 mesi dalla pubblicazione del presente Accordo ovvero entro il 12 giugno 2013.

Per i PREPOSTI di nuova elezione, ovvero che hanno assunto o assumeranno il ruolo dopo la data di pubblicazione dell’Accordo (21 dicembre 2011) dovranno frequentare i corsi di formazione entro 12 mesi dalla data di elezione.

L’obbligo di aggiornamento per i PREPOSTI per i quali la formazione sia stata erogata da PIU’ di 5 anni dovrà essere ottemperato entro 12 MESI dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2012.

 L’obbligo di aggiornamento per i PREPOSTI per i quali la formazione sia stata erogata da MENO di 5 anni dovrà essere ottemperato entro 5 anni dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2016.

L’aggiornamento dei preposti i è quinquennale della durata minima di 6 ore.

Non sono tenuti ad effettuare i corsi di formazione previsti dall’Accordo (per la parte comune ai lavoratori) i preposti per i quali i datori di lavoro comprovino di aver svolto, alla data di pubblicazione dell’Accordo stesso, una formazione nel rispetto delle previsioni normative e dei contenuti collettivi di lavoro, per quanto riguarda la durata, contenuti e modalità di svolgimento dei corsi.
La formazione per i preposti  costituisce credito formativo permanente.

 

  • FORMAZIONE DEI LAVORATORI

 Ai sensi dell’ Accordo Conferenza Stato Regione del 21/12/2011

L’accordo disciplina, ai sensi dell’articolo 37 del D.Lgs 81/08, la durata, i contenuti, le articolazioni e le modalità di espletamento del percorso formativo e dell’aggiornamento dei lavoratori e delle lavoratrici, dei preposti e dei dirigenti.

È esclusa dall’accordo la formazioneper svolgere il ruolo di addetto all’emergenza ed al primo soccorso.
Il presente Accordo non si applica nei confronti dei lavoratori stagionali.
Il personale di nuova assunzione deve essere avviato ai corsi di formazione entro e non oltre 60 giorni dall’assunzione.
È escluso dall’Accordo l’addestramento di cui al comma 5 del D.Lgs. 81/08.

ORGANIZZAZIONE DEI CORSI

Per ciascun corso si deve provvedere:

  • Un soggetto organizzatore
  • Un responsabile del progetto formativo (può essere il docente)
  • I nominativi dei docenti
  • Un numero massimo di partecipanti ad ogni corso pari a 35;
  • Il registro di presenza dei partecipanti
  • Obbligo di frequenza del 90% delle ore di formazione previste
  • Verifica finale obbligatoria di apprendimento con colloquio o test, formulazione del giudizio in termini di valutazione globale e redazione del relativo verbale da parte del responsabile del progetto formativo o delegato.
  • La preventiva verifica della comprensione della lingua da parte dei discenti stranieri e delle modalità che assicurino la comprensione dei contenuti da parte degli stessi

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

Sono individuati per ciascun lavoratore due distinti percorsi formativi:

a)     FORMAZIONE GENERALE della durata minima di 4 ore per tutti i settori ATECO

b)     FORMAZIONE SPECIFICA di durata differente in relazione al livello di rischio stabilito in funzione del settore ATECO di appartenenza:

  • Settore ATECO a RISCHIO BASSO: 4 ore di formazione
  • Settore ATECO a RISCHIO MEDIO:  8 ore di formazione
  • Settore ATECO a RISCHIO ALTO:  12  ore di formazione 

Durata minima complessiva dei corsi di formazione per i lavoratori, in base alla classificazione dei settori ATECO:

  • Settore ATECO a RISCHIO BASSO: 4 ore di formazione generale + 4 ore di formazione specifica
  • Settore ATECO a RISCHIO MEDIO: 4 ore di formazione generale + 8 ore di formazione specifica
  • Settore ATECO a RISCHIO ALTO: 4 ore di formazione generale + 12 ore di formazione specifica

AGGIORNAMENTO

AGGIORNAMENTO per ogni lavoratore QUINQUIENNALE della DURATA DI 6 ORE

L’obbligo di aggiornamento per i LAVORATORI per i quali la formazione sia stata erogata da PIU’ di 5 anni dovrà essere ottemperato entro 12 MESI dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2012.
L’obbligo di aggiornamento per i LAVORATORI per i quali la formazionesia stata erogata da MENO di 5 annidovrà essere ottemperato entro 5 anni dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2016.

RICONOSCIMENTO DELLA FORMAZIONE PREGRESSA

  •  I lavoratori che non operano, neppure saltuariamente, nei reparti produttivi possono frequentare i corsi individuati per il rischio basso, a prescindere dal settore di appartenenza dell’azienda.
  •  Non sono tenuti ad effettuare i corsi di formazione previsti i lavoratori per i quali i datori di lavoro comprovino di aver svolto, alla data di pubblicazione dell’Accordo stesso, una formazione nel rispetto delle previsioni normative e dei contenuti collettivi di lavoro, per quanto riguarda la durata, contenuti e modalità di svolgimento dei corsi.
  •  In occasione di costituzione di nuovo rapporto di lavoro in caso di contratto di somministrazione:

–          Se il lavoratore proviene da azienda dello stesso settore costituisce credito formativo permanente la frequenza sia della formazione generale sia della formazione specifica.

–          Se il lavoratore proviene da azienda di settore diverso deve essere ripetuta solo la formazione specifica per il suo settore

–          Se il lavoratore, all’interno di azienda multi servizi, va a svolgere mansioni di un settore a rischio maggiore, la formazione specifica dovrà essere completata con un modulo integrativo attinente ai rischi delle nuove mansioni svolte.

  •  In occasione di trasferimento o cambiamento di mansione, introduzione di nuove attrezzature, nuove tecnologie, nuove sostanze pericolose: deve essere ripetuta solo la parte di formazione specifica limitata alle modifiche o ai contenuti di nuova introduzione
  •  Il datore di lavoro è comunque tenuto a valutare la formazione pregressa ed eventualmente ad integrarla sulla base del proprio DVR.

SETTORI ATECO PER CUI SONO PREVISTI DIVERSI LIVELLI DI RISCHIO E DIVERSA ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO PER DATORI DI LAVORO, PREPOSTI E LAVORATORI

Attività Rischio Basso (settore ATECO 2002)

  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio
  • Altre attività artigianali non assimilabili (riparazione di autoveicoli e motocicli, lavanderie, panificatori, pasticceri)
  • Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione
  • Attività finanziarie ed assicurative
  • Attività immobiliari
  • Attività ricreative, culturali e sportive
  • Servizi domestici

Attività Rischio Medio (settore ATECO 2002)

  • Agricoltura, silvicoltura e pesca
  • Trasporto e magazzinaggio
  • Assistenza sociale non sanitaria
  • Amministrazione pubblica e difesa
  • Istruzione

Attività Rischio Elevato (settore ATECO 2002)

  • Estrazione di minerali da cave e miniere
  • Costruzione
  • Attività manifatturiere (Industrie alimentari, tessili, del legno, carta e stampa; Produzione e lavorazione metalli (metallurgia); Fabbricazione macchine e apparecchi meccanici, macchine e apparecchi elettrici ed elettronici; fabbricazioni di mobili e autoveicoli
  • Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas ed acqua
  • Industria chimica, della plastica e della gomma
  • Sanità e assistenza sociale residenziale

 

  • FORMAZIONE DEI DIRIGENTI

 Ai sensi dell’ Accordo Conferenza Stato Regione del 21/12/2011 

L’accordo disciplina, ai sensi dell’articolo 37 del D.Lgs 81/08, la durata, i contenuti, le articolazioni e le modalità di espletamento del percorso formativo e dell’aggiornamento dei lavoratori e delle lavoratrici , dei preposti e dei dirigenti.
L’applicazione dei contenuti dell’Accordo nei riguardi dei dirigenti, per quanto facoltativa, costituisce corretta applicazione dell’art.37, comma 7, del D.Lgs 81/08.
Sarà onere del datore di lavoro dimostrare che un percorso formativo di contenuto differente, eventualmente erogato ai dirigenti, abbia comunque fornito agli stessi una formazione adeguata e specifica.

È esclusa dall’accordo la formazione per svolgere il ruolo di addetto all’emergenza ed al primo soccorso.

Per Dirigente ai sensi del D.Lgs 81/08, art. 2 si intende “la persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa ”.

Dirigente non è necessariamente colui che opera in base ad un contratto di lavoro subordinato con la qualifica di dirigente, ma è colui che, anche di fatto:

  • svolge compiti prevenzionistici del tutto assimilabili a quelli spettanti, in senso proprio, ad un soggetto che ha il contratto di dirigente, ovvero
  • in qualsiasi modo, ha assunto posizione di preminenza rispetto ad altri lavoratori così da poter loro impartire ordini, istruzioni o direttive sul lavoro da seguire.

ORGANIZZAZIONE DEI CORSI

Per ciascun corso si deve provvedere:

  • Un soggetto organizzatore
  • Un responsabile del progetto formativo (può essere il docente)
  • I nominativi dei docenti
  • Un numero massimo di partecipanti ad ogni corso pari a 35;
  • Il registro di presenza dei partecipanti
  • Obbligo di frequenza del 90% delle ore di formazione previste
  • Verifica finale obbligatoria di apprendimento con colloquio o test, formulazione del giudizio in termini di valutazione globale e redazione del relativo verbale da parte del responsabile del progetto formativo o delegato.
  • La preventiva verifica della comprensione della lingua da parte dei discenti stranieri e delle modalità che assicurino la comprensione dei contenuti da parte degli stessi

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

Sono previsti 4 moduli per una durata minima di 16 ore per tutti i settori ATECO.

Modulo 1. Giuridico – Normativo

Modulo 2. Gestione ed organizzazione della sicurezza

Modulo 3. Individuazione e valutazione dei rischi

Modulo 4. Comunicazione, formazione e consultazione dei lavoratori

TERMINI PER LA FORMAZIONE E L’AGGIORNAMENTO

Per i soggetti che ricoprivano già il ruolo di DIRIGENTE alla data di pubblicazione del presente accordo (21 dicembre 2011) la formazione deve avvenire entro 18 mesi dalla pubblicazione del presente Accordo ovvero entro il 12 giugno 2013.
Per i dirigenti di nuova elezione, ovvero che hanno assunto o assumeranno il ruolo dopo la data di pubblicazione dell’Accordo (21 dicembre 2011) dovranno frequentare i corsi di formazione entro 12 mesi dalla data di elezione.
L’obbligo di aggiornamento per i DIRIGENTIper i quali la formazione sia stata erogata da PIU’ di 5 anni dovrà essere ottemperato entro 12 MESI dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2012.
L’obbligo di aggiornamento per i DIRIGENTI per i quali la formazione sia stata erogata da MENO di 5 anni dovrà essere ottemperato entro 5 anni dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2016.
L’aggiornamento dei dirigenti è quinquennale della durata minima di 6 ore.
Non sono tenuti ad effettuare i corsi di formazione previsti dall’Accordo i dirigenti che dimistrino di aver svolto, alla data di pubblicazione del presente Accordo, una formazione con contenuti conformi all’art. 3 del D.M. 16/01/1997, effettuata dopo il 14 agosto 2003, o a quelli del modulo A per ASPP e RSPP.
La formazione per i dirigenti costituisce credito formativo permanente

 

 

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rischi negli ambienti confinati
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Novità normative sui rischi negli ambienti confinati (D.P.R. 14/09/2011, n. 177)

Nell’ambito del servizio di consulenza,  S.T.A. Studio Tecnico Ambientale srl  pone all’attenzione dei propri Clienti le ultime novità normative sulla  G.U. n. 260  dell’8 novembre u.s. sui rischi negli ambienti confinati.
È stato pubblicato il D.P.R. 14 settembre  2011,  n.  177,  con  il  quale  è stato adottato il regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti  in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, che entrerà in vigore a partire dal 23 novembre p.v.

Il provvedimento, emanato ai sensi dell’ articolo 6, comma 8, lettera g) del D.Lgs.  81/08,  definisce il sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori  autonomi destinati ad  operare nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati, così come individuati agli articoli 66 e 121 e all’allegato IV, punto 3,  del medesimo D.Lgs. 81/08.
In  particolare,  si  rammenta  che,  ai  sensi dell’articolo 66 del D.Lgs. 81/08,  si  intendono  come  ambienti  sospetti di inquinamento pozzi neri, fogne,  camini,  fosse,  gallerie  e  in  generale  ambienti  e recipienti, condutture, caldaie e simili ove sia possibile il rilascio di gas deleteri, mentre  nell’articolo  121 si fa riferimento a lavori di scavo entro pozzi, fogne,  cunicoli,  camini  e  fosse  in  genere,  in  cui ci siano pericoli derivanti dalla presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o  esplosivi.
Sono  invece  da  considerarsi  ambienti confinati, ai sensi all’allegato  IV,  punto  3,  del D.Lgs. 81/08, tubazioni, canalizzazioni e recipienti, quali vasche, serbatoi e simili.

In  base  al nuovo regolamento, le imprese ed i lavoratori autonomi saranno qualificati  a  svolgere attività lavorative nei settori in oggetto solo se in possesso dei seguenti requisiti:

  • integrale applicazione delle disposizioni in materia di valutazione dei rischi, sorveglianza  sanitaria e misure di  gestione delle emergenze;
  • integrale  e vincolante applicazione delle disposizioni in materia di sorveglianza  sanitaria e di formazione, ex art. 21, comma 2 d. Lgs. 81/08, nel caso di imprese familiari e di lavoratori autonomi;
  • presenza  di  personale,  in  percentuale  non inferiore al 30% della forza lavoro, con  esperienza  almeno  triennale  nelle  attività  lavorative oggetto del provvedimento;
  • avvenuta  effettuazione  di  specifica attività di informazione e formazione  di tutto il personale (ivi compreso del datore di lavoro, se  impiegato  nelle attività lavorative in oggetto), con verifica di apprendimento e aggiornamento (nel rispetto di quanto sarà stabilito      da apposito provvedimento della Conferenza Stato Regioni);
  • possesso  di DPI, strumentazione e attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione  dei  rischi propri delle attività in oggetto ed avvenuta effettuazione di addestramento all’uso corretto degli stessi;
  • avvenuta effettuazione di  attività di addestramento  di tutto il personale impiegato (ivi compreso del datore di lavoro) relativamente all’applicazione di   procedure   di   sicurezza coerenti con le disposizioni degli artt. 66 e 121 e dell’all. IV, punto 3, del D.Lgs. 81/08;
  • rispetto delle previsioni in materia di DURC (ove applicabili);
  • integrale  applicazione  della  parte  economica  e  normativa  della contrattazione collettiva di settore. Sarà  onere  del  datore di lavoro committente accertare la sussistenza dei predetti requisiti, nell’ambito dell’obbligo di verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici e dei lavoratori autonomi di cui all’articolo 26, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 81/08.

Il  subappalto delle attività lavorative in oggetto sarà ammesso unicamente in presenza delle seguenti condizioni:
– sia espressamente autorizzato dal datore di lavoro committente
– il  contratto di subappalto sia certificato ai sensi del Titolo VIII, Capo I,  del D.Lgs. 276/03

Il  regolamento prevede poi che siano adottate le seguenti specifiche procedure di sicurezza:

  •  A) informazione,  da  parte del datore di lavoro committente, a tutti i lavoratori  dell’impresa  appaltatrice,  compreso il datore di lavoro ove  impiegato  nelle  attività, prima del loro accesso nei luoghi di lavoro. L’informazione da parte del datore di lavoro committente dovrà essere puntuale e dettagliata; dovrà  riguardare  le  caratteristiche  dei  luoghi,  tutti  i rischi esistenti  negli  ambienti,  le misure di  prevenzione ed emergenza adottate in relazione alla propria attività; dovrà essere realizzata in un tempo sufficiente ed adeguato, comunque non inferiore ad un giorno;
  • B)  individuazione,  da  parte  del datore di lavoro committente,  di un proprio rappresentante con funzioni di vigilanza, indirizzo e coordinamento delle attività. Il   soggetto individuato dal datore di  lavoro come  proprio rappresentante dovrà essere in possesso dei seguenti requisiti: adeguate competenze in materia di sicurezza; svolgimento  di  attività di informazione, formazione e addestramento identiche   a  quelle  previste  nei  confronti  dei  lavoratori che effettuano le attività lavorative oggetto del provvedimento; conoscenza  dei  rischi  presenti  nei  luoghi  in cui si svolgono le attività;
  • C)  adozione ed efficace attuazione, per tutta la durata delle attività, di specifica procedura di lavoro che dovrà  essere specificamente diretta ad eliminare o ridurre al minimo i rischi propri delle attività in ambienti confinati; dovrà essere comprensiva  dell’eventuale fase di soccorso e di coordinamento con il sistema di emergenza pubblico (Servizio sanitario nazionale e Vigili del Fuoco; potrà  corrispondere  ad  una  buona  prassi  qualora validata dalla Commissione consultiva  permanente.  A tale riguardo si rammenta che uno   dei   comitati  della  Commissione  consultiva  permanente sta realizzando  un documento tecnico in cui saranno definite le modalità operative  per  operare in ambienti confinati. Questo documento potrà essere considerato  come  una  procedura di lavoro,  da  adeguare  ovviamente alle singole realtà aziendali. Nel regolamento è infine  previsto  che  il  mancato  rispetto  delle disposizioni nello stesso contenute determinerà il venir meno della qualificazione  necessaria  per operare, direttamente o indirettamente, nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati.

 

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Gestione Sicurezza sul Lavoro
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Perchè adottare un sistema di gestione della sicurezza?

L’entrata in vigore del D.L. 81/08 ha imposto la necessità, nell’ottica di un adeguamento corretto alle nuove disposizioni legislative, di adottare un sistema di gestione della sicurezza aziendale: il Sistema di Gestione è lo strumento più indicato atto per l’individuazione delle procedure indispensabili per le attività di prevenzione e protezione.

Tali misure non solo tecniche ma anche organizzative e procedurali devono essere coordinate tra di loro ed opportunamente programmate.

I modelli di organizzazione e di gestione sono disciplinati all’articolo 30 del D. Lgs. 81/08 e dal comma 5 dello stesso articolo si suggeriscono le Linee guida UNI-INAIL o il British Standard OHSAS 18001:2007.

Un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul lavoro (SGSL) è un sistema organizzativo finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza aziendale, progettato con il più idoneo rapporto tra costi e benefici.
Adottare un sistema di gestione della sicurezza non è un obbligo di legge ma la scelta volontaria di chi sente la responsabilità della sicurezza propria e degli altri.

  • Adottare un SGSL consente di ridurre i costi della non sicurezza:

indiretti perché riduce la probabilità di accadimento degli infortuni e i costi che ne conseguono
diretti perché si può chiedere all’INAIL la riduzione del tasso di tariffa, ai sensi dell’art. 24 delle Modalità di applicazione delle Tariffe : tale riduzione, congiunta con il meccanismo bonus malus, può determinare uno sconto complessivo del 35%-40% dei premi assicurativi INAIL, in funzione di diversi parametri.

L’art. 30 del D.L. 81/08 inoltre introduce la presunzione legale dell’assolvimento dell’ attività di verifica propria del datore di lavoro con l’adozione di Sistemi di Gestione della Sicurezza sul lavoro.

  • Gli scopi del SGSL sono, infatti, di:

– ridurre progressivamente i costi derivanti da incidenti, infortuni e malattie correlate al lavoro minimizzando i rischi cui possono essere esposti i dipendenti o clienti, fornitori, visitatori, ecc;- aumentare l’efficienza e le prestazioni dell’ impresa/organizzazione;
– contribuire a migliorare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro;- migliorare l’ immagine interna ed esterna dell’impresa/organizzazione.Un sistema di gestione della sicurezza include la struttura organizzativa, le responsabilità, le pratiche, le procedure, i processi e le risorse necessarie per pianificare, sviluppare, raggiungere, verificare, riesaminare e mantenere la politica dell’organizzazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Un aspetto importante da sottolineare è che lo scopo del modello di organizzazione e di gestione della sicurezza è quello di descrivere ciò che deve essere regolato ma il come debba essere realizzato è legato specificatamente alla singola unità produttiva in base alle caratteristiche della sua organizzazione.
Quindi, non esiste un SGSL universale, ma ogni SGSL deve essere concepito su misura, a seconda delle dimensioni, del settore e dei rischi, della singola unità produttiva.

L’art. 30 al comma 6, per incentivare l’adozione di modelli organizzativi e gestionali nelle imprese fino a 50 lavoratori prevede tale attività come finanziabile ai sensi dell’articolo 11 del D.L. 81/08

S.T.A. Studio Tecnico Ambientale srl opera da quindici anni nel settore della Sicurezza sul Lavoro: ha acquisito particolare esperienza nel settore delle pubbliche amministrazioni e delle ditte private per le quali ha svolto sempre un’attività puntuale ed organizzata. Proprio per questo si propone per coadiuvare l’Ente nella realizzazione di un sistema di gestione della sicurezza sul lavoro assolutamente conforme alle esigenze dimensionali ed organizzative, integrandolo con i Sistemi di Qualità o di Certificazione Ambientale ove previsti, con l’ottimo rapporto qualità/prezzo che caratterizza il nostro operato.

 

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