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direttiva campi elettromagnetici
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Nuova direttiva campi elettromagnetici D.lgs 159/2016: che fare?

Il D.lgs 159/2016 dal 2 settembre 2016 ha recepito la direttiva campi elettromagnetici 2013/35/CE

L’obiettivo generale che la nuova normativa si propone è la protezione dei lavoratori dai campi elettromagnetici nocivi durante l’attività lavorativa.
L’esposizione a campi elettromagnetici è un rischio complesso. Da anni la comunità scientifica sta dibattendo sui reali effetti dell’esposizione. Unanimemente  si è sentita la necessità di definire misure più specifiche per garantire un’adeguata protezione dei lavoratori, senza  ostacolare l’uso e lo sviluppo di tecniche industriali e medicali o di imporre oneri sproporzionati per le imprese, in particolare le PMI.

I campi elettromagnetici sono trattati nel titolo VIII del D.lgs 81/08 che riguarda gli agenti fisici. All’articolo 181 comma 2 ove si parla di valutazione dei rischi troviamo:

“La valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici è programmata ed effettuata, con cadenza almeno quadriennale da personale qualificato nell’ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. La valutazione dei rischi è aggiornata ogni qual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione. I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livelli di esposizione costituiscono parte integrante del documento di valutazione del rischio.”

Secondo diverse interpretazioni, la nuova direttiva 2013/35/CE rappresenta una “evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione” per cui, secondo l’art. 29 del D.Lgs 81/08 va riprogrammata immediatamente la valutazione dei rischi, anche se non trascorsi i 4 anni.

 

Nel corso dell’aggiornamento sarà necessario riconsiderare la valutazione già effettuata, riesaminando le categorie di lavoratori e le attrezzature alla luce del D.lgs 159/2016 applicando i nuovi limiti che sono stati modificati.In particolare:

  • VLE – valori limite di esposizione per effetti sanitari
  • VLE – valori limite di esposizione per effetti sensoriali
  • VA – valori di azione per campi elettrici e magnetici, inferiori e superiori

Ricordiamo che i valori differiscono in funzione delle frequenze di emissione e del tipo di lavoratori considerati.

 

La Commissione Europea ha elaborato nuove linee guida che permettono di escludere tutta una serie di casi di minore esposizione, dall’obbligo di effettuare misure alleggerendo così gli obblighi delle piccole medie imprese.
Il primo passo della valutazione definisce la tipologia di lavoratori esposti come:

  • lavoratori non esposti a particolari rischi
  • lavoratori esposti a particolari rischi (esclusi quelli con dispositivi impiantati attivi)
  • lavoratori con dispositivi impiantati attivi

 

Il decreto sui campi elettromagnetici indica nel dettaglio come è necessario muoversi nel caso siano presenti lavoratori esposti a particolari rischi o con dispositivi impiantati attivi.

I lavoratori devono essere coinvolti mettendo a punto una comunicazione ad hoc. Il medico competente deve essere consultato e la materia è soggetta a privacy.
Tra le novità, l’obbligo di effettuare nuove misurazioni nel caso siano presenti sorgenti che generano campi elettromagnetici non sinusoidali. Deve infatti essere misurato il picco ponderato con strumenti conformi alle linee guida ICNIRP 2010.
Nel caso di superamento di alcuni valori limite, la nuova direttiva campi elettromagnetici indica tutta una serie di prescrizioni che devono essere puntualmente verificate.

 

S.T.A. Studio Tecnico Ambientale Srl è dotata di attrezzature e personale qualificato per supportare le imprese nell’aggiornamento della valutazione dei rischi da campi elettromagnetici.

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sistri
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Ritorna alla carica il SISTRI: il nuovo DM 78 del 30/03/2016 abroga il vecchio DM 52/2011

Dal prossimo 08/06/2016 sarà vigente il nuovo decreto ministeriale recante le nuove disposizioni relative al funzionamento del sistema di tracciabilità informatico dei rifiuti, con un focus del Governo sulla lotta agli illeciti sui rifiuti pericolosi.

Dopo anni di attesa, rinvii e modifiche è stato pubblicato sulla G.U. 120 del 24/05/16 il nuovo DM Ambiente che fa tabula rasa sul SISTRI (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti) semplificandone i contenuti e indicandone i nuovi criteri e chi ha l’obbligo di adesione.
Già con la Legge 25 di febbraio 2016 erano slittati nuovamente i pieni termini di applicazione delle sanzioni sulla mancata iscrizione e pagamento degli oneri da parte dei soggetti obbligati nell’ordine del 50% fino al 31/12/2016 (ricordiamo quindi che la sanzione comunque può arrivare fino a 46.500 € in caso di mancanza d’iscrizione e 7.500 € in caso di mancato pagamento – art. 260-bis comma 1-2 D.lgs. 152/06).

Dalla prossima settimana sono identificati all’obbligo di adesione i seguenti soggetti, ricadenti nella definizione di cui al comma 1 dell’art 188-ter del D.lgs. 152/06, eccone alcuni:

  • Gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi.
  • Gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale.
  • Sono compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi, inclusi i nuovi produttori che trattano o producono rifiuti pericolosi.
  • In caso di trasporto intermodale, i soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa navale o ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto.
  • I comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della regione Campania.

 

È importante notare come, al momento, da questo decreto risultino ESCLUSI i produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi, indipendentemente dal numero di dipendenti, abrogando cosi parte dell’art. 3, comma 1 lett. b) del vecchio DM 52/2011. Possono comunque aderire al SISTRI su base volontaria.

Viene anche abolito il sistema di vigilanza e controllo, mai pienamente attuato, demandando all’Arma dei Carabinieri (art. 3) il flusso di informazioni, che sarà messo a disposizione degli Enti di controllo con l’intenzione di rendere più efficaci, veloci e incisivi i controlli e la lotta all’abusivismo sull’abbandono e la mala gestione dei rifiuti pericolosi. Purtroppo le procedure secondo le quali questo dovrà avvenire devono ancora essere emanate, come previsto all’art. 2 del decreto.

Per ulteriori informazioni sul SISTRI il Nostro Studio è a disposizione.

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testo unico sicurezza sul lavoro
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Testo Unico Sicurezza sul lavoro: ecco le novità legislative del 2015

Modifiche al D.Lgs 81/08 (Testo Unico Sicurezza sul lavoro) a seguito della pubblicazione del D.Lgs 151/2015.

La pubblicazione, il 23 agosto ultimo scorso, del D.Lgs 81/08 ha introdotto modifiche importanti al Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08). Il decreto è entrato in vigore il  giorno successivo alla pubblicazione. Il Ministero del lavoro ha pubblicato così una nuova versione on-line del Testo Unico (D.Lgs 81/08) che raccoglie alcuni spunti presenti in circolari ed interpelli pubblicati nel corso degli ultimi anni.

Vediamo alcune delle novità introdotte dal D.Lgs 151/2015.

Datore di lavoro e Addetto Primo Soccorso ed Antincendio

Viene abrogato il comma che impediva al Datore di Lavoro di svolgere l’attività di addetto primo soccorso ed antincendio qualora fossero impiegati più di 5 lavoratori.

Sistema sanzionatorio

Sono decuplicate e triplicate le sanzioni che riguardino la mancata attuazione degli obblighi di garanzia (invio a visite mediche, formazioni del personale, ecc.) se riguardano rispettivamente più di 5 o più di 10 dipendenti.

Requisiti del coordinatore per la sicurezza 

È previsto l’aggiornamento dell’allegato XIV, contenente le prescrizioni  relative i corsi a cui sono soggetti i Coordinatori per la sicurezza in fase di progettazione ed in fase di esecuzione. L’aggiornamento deve avvenire in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni. Vengono inoltre stabiliti i limiti per l’erogazione dei corsi in e-learning che potrà riguardare solo la parte normativa.

Prestazioni di lavoro accessorio

Cambiano le modalità di applicazione delle disposizione di legge, sia a livello economico che di sicurezza per l’impiego dei vaucher. L’equiparazione ai lavoratori rimane per datori di lavoro quali imprenditori e professionisti, negli altri casi vi è l’equiparazione ai lavoratori autonomi soggetti all’art. 21 del D.Lgs 81/08

Viene chiaramente effettuata l’esclusione delle disposizioni del D.Lgs. 81/08 e delle norme speciali vigenti in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresi l’insegnamento privato supplementare e l’assistenza domiciliare ai bambini, agli anziani, agli ammalati e ai disabili.

Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive

Viene modificata la composizione del Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che viene presieduto dal Ministro della salute.

Nuovi strumenti per la riduzione del rischio

L’Inail ha l’obbligo di creare strumenti tecnici e specialistici per la riduzione dei livelli di rischio disponibili per il datore di lavoro e informatizzati secondo il prototipo europeo OiRA (Online interactive Risk Assessment).

Cantieri mobili

Il Testo Unico Sicurezza sul lavoro viene aggiornato con l’ultima novità in tema di piccoli cantieri inserita dalla legge europea 2014 (legge 115/2015).

Contratti di somministrazione

 Gli obblighi di sicurezza nell’ambito dei contratti di somministrazione, dopo l’abrogazione del comma 5 dell’articolo 3 da parte di uno dei decreti attuativi del Jobs Act non sono più ad esclusivo carico dell’utilizzatore.

Sanzioni a carico del medico competente

Per il Medico competente che, accertata un’anomalia nei lavoratori esposti ad uno stesso agente, non provveda ad informarne il datore di lavoro la sanzione viene elevata a 1.315,20 euro.

Riepilogo normativo

Le novità introdotte a livello normativo nel D.Lgs 81/08 possono essere di seguito specificate:

  • Corretto l’importo massimo previsto per l’ammenda all’art. 284 comma 1;
  • Inseriti gli interpelli dal n. 26 al n. 28 del 31/12/2014, le precisazioni all’interpello n. 20/2014 del 31/12/2014, e gli interpelli dal n. 1 al n. 5 del 23 e 24/06/2015
  • Inserite le circolari n. 34 del 23/12/2014, n. 35 del 24/12/2014, n. 3 del 13/02/2015, n. 5 del 3/03/2015 e n. 22 del 29/07/2015;
  • Inserito il decreto interministeriale n. 201 del 18 novembre 2014, recante norme per l’applicazione, nell’ambito dell’amministrazione della giustizia, delle disposizioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro (avviso pubblicato nella G.U. n. 15 del 20 gennaio 2015); Abrogazione del comma 5 dell’art. 3, ai sensi dell’art. 55, comma 1, lettera e), del D.Lgs. 15 giugno 2015, n.  81 (SO n.34 alla G.U. 24/06/2015, n.144, in vigore dal 25/06/2015);
  • Modifica dell’art. 88, comma 2, lettera g-bis), ai sensi dell’art. 16, comma 1, della legge 29 luglio 2015, n. 115 (G.U. 03/08/2015, n.178, in vigore dal 18/08/2015);
  • Inserite le modifiche agli artt. 3, 5, 6, 12, 14, 28, 29, 34, 53, 55, 69, 73-bis (nuovo articolo), 87, 98 e 190, introdotte dal d.lgs. 14 settembre 2015, n. 151 recante “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n.183” (G.U. n. 221 del 23/09/2015 – S.O. n. 53, in vigore dal 24/09/2015).

Link per il Testo Unico Sicurezza sul lavoro aggiornato a settembre 2015

• Link per il testo D.Lgs 151/2015

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prevenzione incendi
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Prevenzione incendi: nuova regola tecnica orizzontale

Nuova regola tecnica orizzontale di prevenzione incendi – Decreto 3 agosto 2015

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 agosto 2015 il decreto del Ministero dell’Interno del 3 agosto 2015 recante “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

L’obiettivo del decreto è quello di passare dall’approccio prescrittivo delle regole tecniche di prevenzione incendi attualmente in vigore ad un approccio prestazionale, capace di raggiungere elevati livelli di sicurezza antincendio attraverso un insieme di soluzioni tecniche, anche alternative tra loro, ma più flessibili e aderenti alle peculiari esigenze delle diverse attività.

Il decreto si compone di cinque articoli e di un corposo allegato tecnico.

Nell’articolo si specifica che la nuova metodologia prestazionale potrà essere adottata in alternativa alle vigenti disposizioni di prevenzione incendi, per consentire l’introduzione del nuovo approccio con la necessaria gradualità.

In particolare, tra le attività soggette a prevenzione incendi, definite nell’allegato al D.P.R. 151/2011, solo un sottoinsieme di 34 delle 80 in elenco può essere oggetto delle nuove modalità operative.
Si tratta principalmente di attività industriali e produttive non ancora provviste di regola tecnica quali, ad esempio, officine e laboratori con operazioni di saldatura, officine o laboratori per la verniciatura con vernici infiammabili, mulini, essiccazione cereali, produzione caffè, zuccherifici, attrezzerie teatrali, plastiche, resine, concimi, lampade, metalli, officine auto e moto, stabilimenti per la produzione di sapone, di candele e altro, centrali elettroniche per l’archiviazione e l’elaborazione dati, tipografie, litografie, stampa in offset ed attività similari.

È auspicabile che tale nuovo approccio venga poi esteso anche alle altre attività normate, per le quali costituirà comunque un utile riferimento nel caso di presentazione dell’istanza di deroga all’integrale osservanza delle regole tecniche prevista dall’art. 7 del D.P.R. 151/08.

L’allegato tecnico è strutturato in quattro sezioni:

  • Sezione G – Generalità, con i principi fondamentali per la progettazione della sicurezza antincendio, applicabili indistintamente alle diverse attività;
  • Sezione S – Strategia antincendio, contiene le misure antincendio di prevenzione, protezione e gestionali applicabili alle diverse attività, per comporre la strategia antincendio al fine di ridurre il rischio di incendio;
  • Sezione V – Regole tecniche verticali, contiene le regole tecniche di prevenzione incendi applicabili a specifiche attività o ad ambiti di esse, le cui misure tecniche previste sono complementari o integrative a quelle generali previste nella sezione “Strategia antincendio”. Tale sezione sarà nel tempo implementata con le regole tecniche riferite ad ulteriori attività;
  • Sezione M – Metodi, con la descrizione delle metodologie progettuali.

L’applicazione dell’approccio prestazionale permetterà la valutazione di soluzioni alternative che consentano il medesimo livello di prestazione e quindi di sicurezza antincendio, consentendo quindi scelte progettuali più efficaci e vantaggiose anche dal punto di vista economico.

Ai progettisti è quindi richiesto un sforzo aggiuntivo di aggiornamento e specializzazione nel settore della modellizzazione e valutazione delle strategie antincendio.

Tali competenze, prettamente ingegneristiche, possono essere fornite dalla nostra società poiché i nostri collaboratori sono costantemente formati riguardo alla tecniche di fire engineering, abilitati ed iscritti negli elenchi del Ministero dell’Interno dei professionisti antincendio di  cui  al D.lgs. 8  marzo  2006,  n.  139.

 

 

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dpi
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Dispositivi di protezione individuale (DPI): i rischi residui ed il loro peso sulle percezioni sensoriali

L’utilizzo dei DPI (dispositivi di protezione individuale) incide in maniera pesante sulle percezioni sensoriali ed ambientali dei lavoratori.

I cinque sensi che vengono utilizzati per “conoscere” il mondo vengono modificati dall’utilizzo dei DPI. Spesso questi infatti inducono una sorta di “isolamento” del lavoratore dal contesto in cui opera, causando distrazione, stanchezza e disagio emozionale.
È necessario quindi che venga sempre affrontato in fase di valutazione del rischio un criterio di valutazione che tenga conto di queste problematiche legate all’uso dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale).

A questo proposito rimane necessario determinare quale sia per l’operatore il livello di accettabilità del DPI nell’ambito delle operazioni svolte. È possibile utilizzare test di valutazione, compilati dai produttori di DPI, che hanno lo scopo di orientare la scelta degli acquirenti verso soluzioni più consone alla propria attività. Come esempio può essere scelto un dispositivo di protezione individuale per l’udito che filtri le frequenze più dannose in un determinato ambiente, salvaguardando quelle necessarie alla comunicazione verbale.

 

Nella progettazione e nella scelta dei DPI devono essere effettuate sempre tre considerazioni di base:

  • Il DPI deve essere adattabile al singolo lavoratore che deve, direttamente o tramite il proprio rappresentante, essere coinvolto nelle scelte.
  • Deve essere sempre effettuata una corretta formazione, informazione e addestramento sull’uso dei Dispositivi di Protezione Individuali che permetta al lavoratore una completa chiarezza sulle motivazioni degli obblighi di utilizzo degli stessi.
  • Attenzione all’estetica, soprattutto per quanto concerne i lavoratori più giovani per cui la scarpa o l’occhiale rappresentano non solamente un Dispositivo di Protezione Individuale ma un accessorio importante.

 

Vediamo ora in breve l’influenza dei DPI sui cinque sensi:

 

La vista

L’utilizzo di DPI quali occhiali e visiere può comportare una limitazione del campo visivo e ad un indebolimento della visione ottica. Non tutti di DPI inoltre permettono il contemporaneo utilizzo di lenti correttive garantendo la protezione e il comfort visivo necessari

 

L’udito

Come già accennato, i Dispositivi di Protezione Individuale sull’udito se troppo occlusivi possono ingenerare pericolosi effetti di mascheramento uditivo, responsabili a loro volta di gravi incidenti sul lavoro.

 

Gusto ed Olfatto

Alcuni Dispositivi di Protezione Individuale possono ingenerare odori troppo forti e sensazioni gustative sgradevoli. Oltre al disconfort evidente che può portare ad un rifiuto dell’operatore dell’utilizzo del DPI stesso, può aumentare il rischio dovuto al mancato allarme per la presenza di sostanze nocive.

 

Tatto

È necessario che le caratteristiche dei guanti siano tali da garantire l’abilità e la destrezza del lavoratore in ogni clima in cui questi è chiamato ad operare. Un guanto troppo spesso protegge dal freddo, ma impedisce ad esempio l’apertura di un gancio o di un bottone da slacciare.

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Decreto del Fare: modifiche al D.Lgs. 81/08

Il decreto n° 69 del 21 giugno 2013 e diventato Legge negli scorsi giorni ha apportato anche alcune modifiche al Testo Unico in Materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro.

>> Guarda le modifiche al Decreto: Decreto del Fare modifiche al D.Lgs. 81 del 2008

 

 

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verifiche periodiche attrezzature
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Verifiche periodiche attrezzature di lavoro – Circolare Min. Lavoro n. 18 del 23/5/2013

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato una nuova circolare di chiarimento (n. 18 del 23 maggio 2013), relativa all’attuazione del Decreto interministeriale 11 aprile 2011, concernente la disciplina della modalità di effettuazione delle verifiche periodiche attrezzature di lavoro.

La nuova circolare affronta i seguenti temi:

  • Contenuti minimi dell’indagine supplementare.
    Il Ministero chiarisce le modalità con le quali debbono essere effettuate, da parte degli utilizzatori o dei proprietari delle attrezzature, le indagini supplementari – richiamate al punto 2, lettera c) dell’Allegato II al D.M. 11/4/2011 – sugli apparecchi di sollevamento di tipo mobile o trasferibile e sui ponti mobili sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato messi in esercizio da oltre 20 anni.
  • Verifiche periodiche sulle attrezzature in uso presso industrie estrattive soggette al D.Lgs. 624/96.
    Il Ministero precisa che non trova applicazione in tale settore il regime di verifiche periodiche previsto dall’articolo 71, comma 11, del D.Lgs. 81/08, rimanendo in vigore quanto stabilito al riguardo dal D.Lgs. 624/96.
  • Carrelli semoventi a braccio telescopico.
    Il Ministero chiarisce in primo luogo che nel caso di carrelli semoventi a braccio telescopico dotati di  accessori/attrezzature intercambiabili, il numero di matricola è assegnato alla macchina base. In secondo luogo, vengono fornite alcune precisazioni in merito ai carrelli semoventi a braccio telescopico già rientranti nel previgente regime di verifica in quanto attrezzati con accessori o attrezzature intercambiabili che gli conferivano la funzione di sollevamento cose (immatricolati come autogru) o di sollevamento persone (immatricolati come ponti mobili sviluppabili su carro).
  • Piattaforme di lavoro autosollevanti su colonne (PLAC).
    Il Ministero precisa che per tali attrezzature sarà assegnata una sola matricola a prescindere dal numero di configurazioni previste dal manuale d’uso e che le verifiche periodiche saranno effettuate nella configurazione posta in essere al momento della verifica stessa.
  • Scale per traslochi.
    Il Ministero chiarisce che le scale per traslochi destinate al trasporto in quota di soli materiali (e non di persone)non sono soggette al regime di verifiche periodiche di cui all’articolo 71, comma 11, del D.Lgs. 81/08.
  • Pubblicazione elenco verificatori, responsabili tecnici e relativi sostituti.
    Il Ministero, al fine della massima trasparenza, ravvisa l’opportunità che i Soggetti Abilitati all’effettuazione delle verifiche periodiche pubblichino sul proprio sito internet l’organigramma generale (matrice delle competenze) e lo mantengano aggiornato. Inoltre viene ritenuto altresì opportuno che il tecnico verificatore del Soggetto Abilitato, all’atto dell’accesso presso il datore di lavoro, esibisca copia della lettera di incarico ed evidenza documentale della sua appartenenza all’elenco dei verificatori del Soggetto Abilitato.

 

>> Leggi la Circolare Min. Lavoro n. 18 del 23.5.2013 – Verifiche periodiche attrezzature da lavoro

 

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dvr per aziende con meno di 10 dipendenti
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DVR per aziende con meno di 10 dipendenti

Ai sensi di quanto disposto dall’art. 29 del D.Lgs. 81/08, i datori di lavoro di aziende con meni di 10 dipendenti effettuano la valutazione dei rischi.

Per tali gruppi di aziende, con numero di dipendenti uguali od inferiori a 10, fino al 31 dicembre 2012 era valida l’autocertificazione dei rischi.

È stato pubblicato nella G.U. 285 del 6 dicembre 2012 il Decreto Interministeriale contenente le linee guida per la redazione del suddetto documento, resta comunque inteso che ai sensi dell’art. 28 “la scelta dei criteri di redazione del document è rimessa al Datore di Lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione“.

 

Leggi l’allegato

Decreto Interministeriale del 30.11.12 – Linee Guida per la redazione del DVR per aziende con meno di 10 dipendenti

 

 

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accordo stato-regioni del 21 dicembre 2011
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Linee guida applicative Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011

Linee guida applicative dell’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011

Sono state pubblicate le linee guida applicative Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, aventi lo scopo di semplificare e chiarire alcuni punti circa le modalità di applicazione.

Di seguito riportiamo un riassunto dei principali chiarimenti riportati, rimandando al link relativo alla pubblicazione per chiarimenti più approfonditi:

 

Disciplina transitoria e riconoscimento formazione pregressa

Scarica il pdf delle Linee guida applicative dell’accordo relativo alla formazione del 21 dicembre 2011

 

 

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verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro
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Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro e criteri per l’abilitazione dei soggetti

Precisazione sulle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro indicate all’allegato VII del D.Lgs. 81/08 e criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’art. 71 comma 13 del D. Lgs. 81/08

Comunicazione di interesse per i Datori di lavoro e i referenti per la gestione e manutenzione dei macchinari e delle attrezzature

Lo scorso 23 maggio sono entrate in vigore le disposizioni che definiscono la “Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro di cui all’All. VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo”.
In base alla citata normativa, l’Inail e le ASL possono avvalersi per l’effettuazione delle verifiche di loro competenza del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati individuati dal datore al momento della richiesta.
Qualora le verifiche non vengano effettuate nei termini di legge (60 giorni per la prima verifica, 30 giorni per le successive verifiche periodiche), il datore di lavoro si può rivolgere ad un soggetto abilitato.
Il Decreto dirigenziale dei ministeri competenti del 21 maggio 2012 (cfr. all.), ha adottato l’elenco dei soggetti, pubblici o privati, abilitati alle verifiche periodiche sulle attrezzature di cui all’allegato VII del D.Lgs n. 81/2008. Il provvedimento riporta la ragione sociale, l’indirizzo, la regione di riferimento nella quale i singoli soggetti effettuano le verifiche e la tipologia di attrezzatura oggetto del controllo.

L’Inail, nel proprio sito internet (www.inail.it), ha reso note le modalità di richiesta di verifica delle attrezzature di lavoro, indicando la modulistica e gli indirizzi cui inviare le domande in forma cartacea e l’apposita procedura informatizzata on-line.

Circolare del Ministero del Lavoro 25 Maggio 2012

Decreto dirigenziale 21 maggio 2012

Allegato VII D.Lgs. 81/08 Attrezzature di lavoro soggette alle verifiche periodiche

 

 

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