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direttiva campi elettromagnetici
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Nuova direttiva campi elettromagnetici D.lgs 159/2016: che fare?

Il D.lgs 159/2016 dal 2 settembre 2016 ha recepito la direttiva campi elettromagnetici 2013/35/CE

L’obiettivo generale che la nuova normativa si propone è la protezione dei lavoratori dai campi elettromagnetici nocivi durante l’attività lavorativa.
L’esposizione a campi elettromagnetici è un rischio complesso. Da anni la comunità scientifica sta dibattendo sui reali effetti dell’esposizione. Unanimemente  si è sentita la necessità di definire misure più specifiche per garantire un’adeguata protezione dei lavoratori, senza  ostacolare l’uso e lo sviluppo di tecniche industriali e medicali o di imporre oneri sproporzionati per le imprese, in particolare le PMI.

I campi elettromagnetici sono trattati nel titolo VIII del D.lgs 81/08 che riguarda gli agenti fisici. All’articolo 181 comma 2 ove si parla di valutazione dei rischi troviamo:

“La valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici è programmata ed effettuata, con cadenza almeno quadriennale da personale qualificato nell’ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia. La valutazione dei rischi è aggiornata ogni qual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione. I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livelli di esposizione costituiscono parte integrante del documento di valutazione del rischio.”

Secondo diverse interpretazioni, la nuova direttiva 2013/35/CE rappresenta una “evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione” per cui, secondo l’art. 29 del D.Lgs 81/08 va riprogrammata immediatamente la valutazione dei rischi, anche se non trascorsi i 4 anni.

 

Nel corso dell’aggiornamento sarà necessario riconsiderare la valutazione già effettuata, riesaminando le categorie di lavoratori e le attrezzature alla luce del D.lgs 159/2016 applicando i nuovi limiti che sono stati modificati.In particolare:

  • VLE – valori limite di esposizione per effetti sanitari
  • VLE – valori limite di esposizione per effetti sensoriali
  • VA – valori di azione per campi elettrici e magnetici, inferiori e superiori

Ricordiamo che i valori differiscono in funzione delle frequenze di emissione e del tipo di lavoratori considerati.

 

La Commissione Europea ha elaborato nuove linee guida che permettono di escludere tutta una serie di casi di minore esposizione, dall’obbligo di effettuare misure alleggerendo così gli obblighi delle piccole medie imprese.
Il primo passo della valutazione definisce la tipologia di lavoratori esposti come:

  • lavoratori non esposti a particolari rischi
  • lavoratori esposti a particolari rischi (esclusi quelli con dispositivi impiantati attivi)
  • lavoratori con dispositivi impiantati attivi

 

Il decreto sui campi elettromagnetici indica nel dettaglio come è necessario muoversi nel caso siano presenti lavoratori esposti a particolari rischi o con dispositivi impiantati attivi.

I lavoratori devono essere coinvolti mettendo a punto una comunicazione ad hoc. Il medico competente deve essere consultato e la materia è soggetta a privacy.
Tra le novità, l’obbligo di effettuare nuove misurazioni nel caso siano presenti sorgenti che generano campi elettromagnetici non sinusoidali. Deve infatti essere misurato il picco ponderato con strumenti conformi alle linee guida ICNIRP 2010.
Nel caso di superamento di alcuni valori limite, la nuova direttiva campi elettromagnetici indica tutta una serie di prescrizioni che devono essere puntualmente verificate.

 

S.T.A. Studio Tecnico Ambientale Srl è dotata di attrezzature e personale qualificato per supportare le imprese nell’aggiornamento della valutazione dei rischi da campi elettromagnetici.

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sistri
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Ritorna alla carica il SISTRI: il nuovo DM 78 del 30/03/2016 abroga il vecchio DM 52/2011

Dal prossimo 08/06/2016 sarà vigente il nuovo decreto ministeriale recante le nuove disposizioni relative al funzionamento del sistema di tracciabilità informatico dei rifiuti, con un focus del Governo sulla lotta agli illeciti sui rifiuti pericolosi.

Dopo anni di attesa, rinvii e modifiche è stato pubblicato sulla G.U. 120 del 24/05/16 il nuovo DM Ambiente che fa tabula rasa sul SISTRI (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti) semplificandone i contenuti e indicandone i nuovi criteri e chi ha l’obbligo di adesione.
Già con la Legge 25 di febbraio 2016 erano slittati nuovamente i pieni termini di applicazione delle sanzioni sulla mancata iscrizione e pagamento degli oneri da parte dei soggetti obbligati nell’ordine del 50% fino al 31/12/2016 (ricordiamo quindi che la sanzione comunque può arrivare fino a 46.500 € in caso di mancanza d’iscrizione e 7.500 € in caso di mancato pagamento – art. 260-bis comma 1-2 D.lgs. 152/06).

Dalla prossima settimana sono identificati all’obbligo di adesione i seguenti soggetti, ricadenti nella definizione di cui al comma 1 dell’art 188-ter del D.lgs. 152/06, eccone alcuni:

  • Gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi.
  • Gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale.
  • Sono compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi, inclusi i nuovi produttori che trattano o producono rifiuti pericolosi.
  • In caso di trasporto intermodale, i soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa navale o ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto.
  • I comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della regione Campania.

 

È importante notare come, al momento, da questo decreto risultino ESCLUSI i produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi, indipendentemente dal numero di dipendenti, abrogando cosi parte dell’art. 3, comma 1 lett. b) del vecchio DM 52/2011. Possono comunque aderire al SISTRI su base volontaria.

Viene anche abolito il sistema di vigilanza e controllo, mai pienamente attuato, demandando all’Arma dei Carabinieri (art. 3) il flusso di informazioni, che sarà messo a disposizione degli Enti di controllo con l’intenzione di rendere più efficaci, veloci e incisivi i controlli e la lotta all’abusivismo sull’abbandono e la mala gestione dei rifiuti pericolosi. Purtroppo le procedure secondo le quali questo dovrà avvenire devono ancora essere emanate, come previsto all’art. 2 del decreto.

Per ulteriori informazioni sul SISTRI il Nostro Studio è a disposizione.

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testo unico sicurezza sul lavoro
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Testo Unico Sicurezza sul lavoro: ecco le novità legislative del 2015

Modifiche al D.Lgs 81/08 (Testo Unico Sicurezza sul lavoro) a seguito della pubblicazione del D.Lgs 151/2015.

La pubblicazione, il 23 agosto ultimo scorso, del D.Lgs 81/08 ha introdotto modifiche importanti al Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08). Il decreto è entrato in vigore il  giorno successivo alla pubblicazione. Il Ministero del lavoro ha pubblicato così una nuova versione on-line del Testo Unico (D.Lgs 81/08) che raccoglie alcuni spunti presenti in circolari ed interpelli pubblicati nel corso degli ultimi anni.

Vediamo alcune delle novità introdotte dal D.Lgs 151/2015.

Datore di lavoro e Addetto Primo Soccorso ed Antincendio

Viene abrogato il comma che impediva al Datore di Lavoro di svolgere l’attività di addetto primo soccorso ed antincendio qualora fossero impiegati più di 5 lavoratori.

Sistema sanzionatorio

Sono decuplicate e triplicate le sanzioni che riguardino la mancata attuazione degli obblighi di garanzia (invio a visite mediche, formazioni del personale, ecc.) se riguardano rispettivamente più di 5 o più di 10 dipendenti.

Requisiti del coordinatore per la sicurezza 

È previsto l’aggiornamento dell’allegato XIV, contenente le prescrizioni  relative i corsi a cui sono soggetti i Coordinatori per la sicurezza in fase di progettazione ed in fase di esecuzione. L’aggiornamento deve avvenire in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni. Vengono inoltre stabiliti i limiti per l’erogazione dei corsi in e-learning che potrà riguardare solo la parte normativa.

Prestazioni di lavoro accessorio

Cambiano le modalità di applicazione delle disposizione di legge, sia a livello economico che di sicurezza per l’impiego dei vaucher. L’equiparazione ai lavoratori rimane per datori di lavoro quali imprenditori e professionisti, negli altri casi vi è l’equiparazione ai lavoratori autonomi soggetti all’art. 21 del D.Lgs 81/08

Viene chiaramente effettuata l’esclusione delle disposizioni del D.Lgs. 81/08 e delle norme speciali vigenti in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresi l’insegnamento privato supplementare e l’assistenza domiciliare ai bambini, agli anziani, agli ammalati e ai disabili.

Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive

Viene modificata la composizione del Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che viene presieduto dal Ministro della salute.

Nuovi strumenti per la riduzione del rischio

L’Inail ha l’obbligo di creare strumenti tecnici e specialistici per la riduzione dei livelli di rischio disponibili per il datore di lavoro e informatizzati secondo il prototipo europeo OiRA (Online interactive Risk Assessment).

Cantieri mobili

Il Testo Unico Sicurezza sul lavoro viene aggiornato con l’ultima novità in tema di piccoli cantieri inserita dalla legge europea 2014 (legge 115/2015).

Contratti di somministrazione

 Gli obblighi di sicurezza nell’ambito dei contratti di somministrazione, dopo l’abrogazione del comma 5 dell’articolo 3 da parte di uno dei decreti attuativi del Jobs Act non sono più ad esclusivo carico dell’utilizzatore.

Sanzioni a carico del medico competente

Per il Medico competente che, accertata un’anomalia nei lavoratori esposti ad uno stesso agente, non provveda ad informarne il datore di lavoro la sanzione viene elevata a 1.315,20 euro.

Riepilogo normativo

Le novità introdotte a livello normativo nel D.Lgs 81/08 possono essere di seguito specificate:

  • Corretto l’importo massimo previsto per l’ammenda all’art. 284 comma 1;
  • Inseriti gli interpelli dal n. 26 al n. 28 del 31/12/2014, le precisazioni all’interpello n. 20/2014 del 31/12/2014, e gli interpelli dal n. 1 al n. 5 del 23 e 24/06/2015
  • Inserite le circolari n. 34 del 23/12/2014, n. 35 del 24/12/2014, n. 3 del 13/02/2015, n. 5 del 3/03/2015 e n. 22 del 29/07/2015;
  • Inserito il decreto interministeriale n. 201 del 18 novembre 2014, recante norme per l’applicazione, nell’ambito dell’amministrazione della giustizia, delle disposizioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro (avviso pubblicato nella G.U. n. 15 del 20 gennaio 2015); Abrogazione del comma 5 dell’art. 3, ai sensi dell’art. 55, comma 1, lettera e), del D.Lgs. 15 giugno 2015, n.  81 (SO n.34 alla G.U. 24/06/2015, n.144, in vigore dal 25/06/2015);
  • Modifica dell’art. 88, comma 2, lettera g-bis), ai sensi dell’art. 16, comma 1, della legge 29 luglio 2015, n. 115 (G.U. 03/08/2015, n.178, in vigore dal 18/08/2015);
  • Inserite le modifiche agli artt. 3, 5, 6, 12, 14, 28, 29, 34, 53, 55, 69, 73-bis (nuovo articolo), 87, 98 e 190, introdotte dal d.lgs. 14 settembre 2015, n. 151 recante “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n.183” (G.U. n. 221 del 23/09/2015 – S.O. n. 53, in vigore dal 24/09/2015).

Link per il Testo Unico Sicurezza sul lavoro aggiornato a settembre 2015

• Link per il testo D.Lgs 151/2015

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prevenzione incendi
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Prevenzione incendi: nuova regola tecnica orizzontale

Nuova regola tecnica orizzontale di prevenzione incendi – Decreto 3 agosto 2015

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 agosto 2015 il decreto del Ministero dell’Interno del 3 agosto 2015 recante “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

L’obiettivo del decreto è quello di passare dall’approccio prescrittivo delle regole tecniche di prevenzione incendi attualmente in vigore ad un approccio prestazionale, capace di raggiungere elevati livelli di sicurezza antincendio attraverso un insieme di soluzioni tecniche, anche alternative tra loro, ma più flessibili e aderenti alle peculiari esigenze delle diverse attività.

Il decreto si compone di cinque articoli e di un corposo allegato tecnico.

Nell’articolo si specifica che la nuova metodologia prestazionale potrà essere adottata in alternativa alle vigenti disposizioni di prevenzione incendi, per consentire l’introduzione del nuovo approccio con la necessaria gradualità.

In particolare, tra le attività soggette a prevenzione incendi, definite nell’allegato al D.P.R. 151/2011, solo un sottoinsieme di 34 delle 80 in elenco può essere oggetto delle nuove modalità operative.
Si tratta principalmente di attività industriali e produttive non ancora provviste di regola tecnica quali, ad esempio, officine e laboratori con operazioni di saldatura, officine o laboratori per la verniciatura con vernici infiammabili, mulini, essiccazione cereali, produzione caffè, zuccherifici, attrezzerie teatrali, plastiche, resine, concimi, lampade, metalli, officine auto e moto, stabilimenti per la produzione di sapone, di candele e altro, centrali elettroniche per l’archiviazione e l’elaborazione dati, tipografie, litografie, stampa in offset ed attività similari.

È auspicabile che tale nuovo approccio venga poi esteso anche alle altre attività normate, per le quali costituirà comunque un utile riferimento nel caso di presentazione dell’istanza di deroga all’integrale osservanza delle regole tecniche prevista dall’art. 7 del D.P.R. 151/08.

L’allegato tecnico è strutturato in quattro sezioni:

  • Sezione G – Generalità, con i principi fondamentali per la progettazione della sicurezza antincendio, applicabili indistintamente alle diverse attività;
  • Sezione S – Strategia antincendio, contiene le misure antincendio di prevenzione, protezione e gestionali applicabili alle diverse attività, per comporre la strategia antincendio al fine di ridurre il rischio di incendio;
  • Sezione V – Regole tecniche verticali, contiene le regole tecniche di prevenzione incendi applicabili a specifiche attività o ad ambiti di esse, le cui misure tecniche previste sono complementari o integrative a quelle generali previste nella sezione “Strategia antincendio”. Tale sezione sarà nel tempo implementata con le regole tecniche riferite ad ulteriori attività;
  • Sezione M – Metodi, con la descrizione delle metodologie progettuali.

L’applicazione dell’approccio prestazionale permetterà la valutazione di soluzioni alternative che consentano il medesimo livello di prestazione e quindi di sicurezza antincendio, consentendo quindi scelte progettuali più efficaci e vantaggiose anche dal punto di vista economico.

Ai progettisti è quindi richiesto un sforzo aggiuntivo di aggiornamento e specializzazione nel settore della modellizzazione e valutazione delle strategie antincendio.

Tali competenze, prettamente ingegneristiche, possono essere fornite dalla nostra società poiché i nostri collaboratori sono costantemente formati riguardo alla tecniche di fire engineering, abilitati ed iscritti negli elenchi del Ministero dell’Interno dei professionisti antincendio di  cui  al D.lgs. 8  marzo  2006,  n.  139.

 

 

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sicurezza nei cantieri stradali
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Sicurezza nei cantieri stradali – Nuovi obblighi per la formazione per addetti alla segnaletica stradale

Nuovi obblighi di formazione per il personale addetto ad operare su strada e per la sicurezza nei cantieri stradali

Il Decreto Interministeriale del 4 Marzo 2013 dal titolo “Criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare” ha introdotto nuove disposizioni in materia di Sicurezza nei cantieri stradali. Tale Decreto è entrato in vigore il 20 aprile 2013.

La norma introduce, tra gli altri, l’obbligo a carico del Datore di Lavoro di formare i lavoratori addetti all’installazione ed alla rimozione della segnaletica stradale ed i preposti incaricati di gestire tale attività.
Il Decreto prevede un percorso formativo strutturato in tre moduli (giuridico normativo, tecnico e pratico) della durata complessiva di 8 ore per i lavoratori e 12 ore per preposti.
Sono esonerati dal corso di formazione per addetti alla segnaletica stradale coloro che operano già nel settore da almeno 12 mesi rispetto all’entrata in vigore del decreto (ossia dal 19.04.2013). Per esempio sono esonerati gli operai cantonieri dei Comuni (in quanto enti proprietari di strade) o i responsabili degli uffici tecnici che gestiscono lavori stradali.
Tali soggetti devono però effettuare un corso di aggiornamento entro due anni (ossia entro il 19.04.2015) della durata di 3 ore. Tale corso di aggiornamento deve essere comunque effettuato ogni quattro anni per mezzo e deve comprendere almeno 1 ora di contenuti tecnico pratici.

I soggetti formatori del corso di formazione e del corso di aggiornamento possono essere vari enti (Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, il Ministero del lavoro, l’INAIL, le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, nel settore dei lavori edili e di ingegneria civile, gli organismi paritetici istituiti nel settore dell’edilizia e dei trasporti, le scuole edili, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero dell’interno, gli enti proprietari e le società concessionarie di strade o autostrade) tra cui anche i Comuni, in quanto enti proprietari di strade.
I soggetti di cui sopra possono avvalersi di soggetti formatori esterni alla propria struttura.
Le sanzioni sono quelle previste per la formazione speciale dal D.Lgs 81/08

S.T.A. Srl ha esperienza ventennale nella formazione per la sicurezza e da anni propone ai propri Clienti corsi di formazione per la sicurezza nei cantieri stradali finalizzati all’apprendimento delle tecniche operative per l’allestimento di cantieri stradali con particolare riguardo all’apposizione della segnaletica, e pertanto si candida quale soggetto formatore esterno, ad esempio, per quei Comuni, anche consorziati, che volessero provvedere autonomamente alla formazione del proprio personale.

S.T.A. Srl fornisce la docenza per la parte teorica dei corsi proposti. Per quanto riguarda la parte pratica del corso può essere svolta anche da personale interno all’ente avente esperienza professionale nelle tecniche di installazione e rimozione dei sistemi segnaletici adottati per garantire la sicurezza nei cantieri stradali e la fluidità della circolazione stradale (ad esempio il personale degli uffici tecnici LL.PP. dei Comuni).

 

 

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Decreto del Fare: modifiche al D.Lgs. 81/08

Il decreto n° 69 del 21 giugno 2013 e diventato Legge negli scorsi giorni ha apportato anche alcune modifiche al Testo Unico in Materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro.

>> Guarda le modifiche al Decreto: Decreto del Fare modifiche al D.Lgs. 81 del 2008

 

 

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proroga termini dvr
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Proroga termini per la stesura del DVR per aziende con meno di 10 lavoratori

Proroga dei termini al 31 maggio 2013 per la stesura del Documento di Valutazione dei Rischi per Aziende con dipendenti inferiori a dieci

NOTA Ministero del Lavoro 31.01.2013

Oggetto: Decreto interministeriale sulle procedure standardizzate – Chiarimenti inerenti al termine finale dell’esercizio della facoltà di autocertificare la valutazione dei rischi (articolo 29, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 8 I, e successive modifiche e integrazioni).

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – DIREZIONE GENERALE DELLE RELAZIONI INDUSTRIA E DEI RAPPORTI DI LAVORO

Sono pervenute numerose richieste di chiarimento in merito alla proroga del tennine per I”autocertificazione della valutazione dei rischi ai sensi dell’articolo 29, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. (di seguito d.lgs. n. 8112008) avvenuta con la legge 24 dicembre 2012, n. 228 (di seguito anche “legge di stabilità” 2013), pubblicata sul Supplemento Ordinario n. 212 della Gazzetta Ufficiale n. 302 de129 dicembre 2012.

Al riguardo, si fa presente quanto segue.

L’articolo 29, comma 5, del d.lgs. n. 81/2008 prevedeva quanto segue: “l datori di lavoro che occupano fìno a IO lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del diciottesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui ali ‘articolo 6, comma 8, letto f), e, comunque, non oltre il 30 giugno 2012, gli stessi datori di lavoro possono auto certificare l’effettuazione della valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente articolo non si applica alle attività di cui all’articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) nonché g)“.

Il termine (30 giugno 2012) previsto in tale disposizione è stato, una prima volta, prorogato con il decreto legge 12 maggio 2012, n. 57, convertito dalla legge 12 luglio 2012, n. 101 , e, a seguito di tale modifica, l’articolo in esame risultava essere il seguente: “l datori di lavoro che occupano fino a lO lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8, lellera f). Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente periodo non si applica alle attività di cui all’articolo 31, comma 6, lellere a), b), c), d) nonché g)“.

AI fine di consentire ai datori di lavoro di effettuare la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate (il decreto interministeriale sulle procedure standardizzate del 30 novembre 2012 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 6 dicembre 2012, n. 285) è stata prevista una ulteriore proroga inserita nella citata “legge di stabilità” 2013.

L’ articolo, quindi, attualmente, risulta essere il seguente: “I datori di lavoro che occupano fino a IO lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto intem1inisteriale di cui all’articolo 6, comma 8, lettera D, e, comunque, non oltre il 30 giugno 2013, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente periodo non si applica alle attività di cui all’articolo 31 , comma 6, lettere a), b), c), d) nonché g)”.

Per tale ragione, considerato che il decreto interministeriale entra in vigore il 6 febbraio 2013 e stante la proroga “Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale“, si precisa che la possibilità per i datori di lavoro di effettuare la valutazione dei rischi con autocertificazione termina in data 31 maggio 2013.

 

Leggi la nota del Ministero del Lavoro del 31.01.2013 sulla proroga termini DVR

 

 

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verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro
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Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro e criteri per l’abilitazione dei soggetti

Precisazione sulle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro indicate all’allegato VII del D.Lgs. 81/08 e criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’art. 71 comma 13 del D. Lgs. 81/08

Comunicazione di interesse per i Datori di lavoro e i referenti per la gestione e manutenzione dei macchinari e delle attrezzature

Lo scorso 23 maggio sono entrate in vigore le disposizioni che definiscono la “Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro di cui all’All. VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo”.
In base alla citata normativa, l’Inail e le ASL possono avvalersi per l’effettuazione delle verifiche di loro competenza del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati individuati dal datore al momento della richiesta.
Qualora le verifiche non vengano effettuate nei termini di legge (60 giorni per la prima verifica, 30 giorni per le successive verifiche periodiche), il datore di lavoro si può rivolgere ad un soggetto abilitato.
Il Decreto dirigenziale dei ministeri competenti del 21 maggio 2012 (cfr. all.), ha adottato l’elenco dei soggetti, pubblici o privati, abilitati alle verifiche periodiche sulle attrezzature di cui all’allegato VII del D.Lgs n. 81/2008. Il provvedimento riporta la ragione sociale, l’indirizzo, la regione di riferimento nella quale i singoli soggetti effettuano le verifiche e la tipologia di attrezzatura oggetto del controllo.

L’Inail, nel proprio sito internet (www.inail.it), ha reso note le modalità di richiesta di verifica delle attrezzature di lavoro, indicando la modulistica e gli indirizzi cui inviare le domande in forma cartacea e l’apposita procedura informatizzata on-line.

Circolare del Ministero del Lavoro 25 Maggio 2012

Decreto dirigenziale 21 maggio 2012

Allegato VII D.Lgs. 81/08 Attrezzature di lavoro soggette alle verifiche periodiche

 

 

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Gestione Sicurezza sul Lavoro
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Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro (SGSL)

SISTEMI DI GESTIONE PER LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO: VANTAGGI ORGANIZZATIVI ED ECONOMICI PER L’IMPRESA

Con l’emanazione del D.Lgs. 106 del 2009, riportante le modifiche al D.Lgs. 81/08, la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori individua nel Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro “la regia” per la valutazione dei rischi, attuazione delle misure e disposizioni per prevenire i rischi, controllo e monitoraggio del livello di prevenzione raggiunto, pianificazione, attuazione e verifica dei processi di formazione, informazione e addestramento dei lavoratori, preposti e dirigenti.

Anche se il D. Lgs 81/08 non lo pone come un obbligo, in vari articoli (Art. 16-18-28) viene indicata l’indispensabilità di adottare un modello organizzativo per la gestione della salute e sicurezza dei lavoratori.
In particolare l’art. 30 del D.Lgs introduce i Sistemi di Gestione per la Sicurezza sul Lavoro come pressupposto per avere effetto esimente della responsabilità amministrativa di cui parla il D.Lgs 231/2001, che definisce la responsabilità amministrativa delle aziende in caso di reati commessi da amministratori, dipendenti e collaboratori esterni dell’azienda stessa.
Per evitare che le aziende siano esposte alla responsabilità amministrativa per illeciti commessi da questi soggetti, occorre venga adottato un modello di organizzazione e gestione che assume carattere ed efficacia di “esimente”. Con il termine “esimente” o scriminante si intende una determinata situazione in presenza della quale un fatto, corrispondente alla fattispecie astratta di reato, perde il carattere di antigiuridicità in virtù di una norma giuridica che lo impone o lo consente.
Il reato commesso in una delle previste condizioni non è dunque reato e il soggetto che lo ha commesso non è punibile.

L’efficacia esimente del modello di organizzazione è subordinata però alla valutazione del giudice penale: non è sufficiente infatti per le aziende la creazione di un modello perché ne sia esclusa la responsabilità, infatti essa verrà esclusa dal giudice solo quando questi avrà accertato che il modello adottato sia attuato ed efficace.


Quali benefici e vantaggi può ottenere un’azienda dall’adozione di un Sistema di Gestione per la Sicurezza sul Lavoro?

I benefici che l’organizzazione può conseguire applicando e condividendo un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sul Luogo di Lavoro sono:

  • Valore esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche;
  • In caso di controversia viene invertito l’onere della prova sulla vigilanza, il datore di lavoro non è tenuto a dimostrare a priori di aver effettuato la vigilanza in quanto questa è ricompresa nel Sistema di Gestione;
  • Possibilità di ottenere la riduzione del premio INAIL fino al 40 %;
  • Fare crescere ulteriormente la propria immagine esterna in termini di credibilità e di affidabilità;
  • Costituire titolo preferenziale per le gare di appalto per forniture ad Enti pubblici;
  • Aggiungere trasparenza nei confronti delle Autorità di controllo e degli Organi di vigilanza;
  • Apportare un ulteriore fattore di competitività dal momento che stanno assumendo sempre più notevole importanza, anche in ambito giuridico-legislativo, le valutazioni relative alla gestione della sicurezza aziendale come indicatori della stabilità e della competitività di un’organizzazione, allo stesso modo di quanto sta accadendo sotto il profilo ambientale e sociale;
  • Ridurre il numero d’incidenti sul lavoro sia in termini di frequenza che in termini di gravità;
  • Ridurre i costi da sostenere per la così detta “non sicurezza”;
  • Assicurare la conformità ai requisiti di legge in modo il più possibile puntuale e congruo.

 

S.T.A. Studio Tecnico Ambientale Srl predispone ed elabora Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro (SGSL) per ogni tipo di attività, dalle piccole alle grandi imprese.

 

 

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rischi negli ambienti confinati
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Novità normative sui rischi negli ambienti confinati (D.P.R. 14/09/2011, n. 177)

Nell’ambito del servizio di consulenza,  S.T.A. Studio Tecnico Ambientale srl  pone all’attenzione dei propri Clienti le ultime novità normative sulla  G.U. n. 260  dell’8 novembre u.s. sui rischi negli ambienti confinati.
È stato pubblicato il D.P.R. 14 settembre  2011,  n.  177,  con  il  quale  è stato adottato il regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti  in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, che entrerà in vigore a partire dal 23 novembre p.v.

Il provvedimento, emanato ai sensi dell’ articolo 6, comma 8, lettera g) del D.Lgs.  81/08,  definisce il sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori  autonomi destinati ad  operare nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati, così come individuati agli articoli 66 e 121 e all’allegato IV, punto 3,  del medesimo D.Lgs. 81/08.
In  particolare,  si  rammenta  che,  ai  sensi dell’articolo 66 del D.Lgs. 81/08,  si  intendono  come  ambienti  sospetti di inquinamento pozzi neri, fogne,  camini,  fosse,  gallerie  e  in  generale  ambienti  e recipienti, condutture, caldaie e simili ove sia possibile il rilascio di gas deleteri, mentre  nell’articolo  121 si fa riferimento a lavori di scavo entro pozzi, fogne,  cunicoli,  camini  e  fosse  in  genere,  in  cui ci siano pericoli derivanti dalla presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o  esplosivi.
Sono  invece  da  considerarsi  ambienti confinati, ai sensi all’allegato  IV,  punto  3,  del D.Lgs. 81/08, tubazioni, canalizzazioni e recipienti, quali vasche, serbatoi e simili.

In  base  al nuovo regolamento, le imprese ed i lavoratori autonomi saranno qualificati  a  svolgere attività lavorative nei settori in oggetto solo se in possesso dei seguenti requisiti:

  • integrale applicazione delle disposizioni in materia di valutazione dei rischi, sorveglianza  sanitaria e misure di  gestione delle emergenze;
  • integrale  e vincolante applicazione delle disposizioni in materia di sorveglianza  sanitaria e di formazione, ex art. 21, comma 2 d. Lgs. 81/08, nel caso di imprese familiari e di lavoratori autonomi;
  • presenza  di  personale,  in  percentuale  non inferiore al 30% della forza lavoro, con  esperienza  almeno  triennale  nelle  attività  lavorative oggetto del provvedimento;
  • avvenuta  effettuazione  di  specifica attività di informazione e formazione  di tutto il personale (ivi compreso del datore di lavoro, se  impiegato  nelle attività lavorative in oggetto), con verifica di apprendimento e aggiornamento (nel rispetto di quanto sarà stabilito      da apposito provvedimento della Conferenza Stato Regioni);
  • possesso  di DPI, strumentazione e attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione  dei  rischi propri delle attività in oggetto ed avvenuta effettuazione di addestramento all’uso corretto degli stessi;
  • avvenuta effettuazione di  attività di addestramento  di tutto il personale impiegato (ivi compreso del datore di lavoro) relativamente all’applicazione di   procedure   di   sicurezza coerenti con le disposizioni degli artt. 66 e 121 e dell’all. IV, punto 3, del D.Lgs. 81/08;
  • rispetto delle previsioni in materia di DURC (ove applicabili);
  • integrale  applicazione  della  parte  economica  e  normativa  della contrattazione collettiva di settore. Sarà  onere  del  datore di lavoro committente accertare la sussistenza dei predetti requisiti, nell’ambito dell’obbligo di verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici e dei lavoratori autonomi di cui all’articolo 26, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 81/08.

Il  subappalto delle attività lavorative in oggetto sarà ammesso unicamente in presenza delle seguenti condizioni:
– sia espressamente autorizzato dal datore di lavoro committente
– il  contratto di subappalto sia certificato ai sensi del Titolo VIII, Capo I,  del D.Lgs. 276/03

Il  regolamento prevede poi che siano adottate le seguenti specifiche procedure di sicurezza:

  •  A) informazione,  da  parte del datore di lavoro committente, a tutti i lavoratori  dell’impresa  appaltatrice,  compreso il datore di lavoro ove  impiegato  nelle  attività, prima del loro accesso nei luoghi di lavoro. L’informazione da parte del datore di lavoro committente dovrà essere puntuale e dettagliata; dovrà  riguardare  le  caratteristiche  dei  luoghi,  tutti  i rischi esistenti  negli  ambienti,  le misure di  prevenzione ed emergenza adottate in relazione alla propria attività; dovrà essere realizzata in un tempo sufficiente ed adeguato, comunque non inferiore ad un giorno;
  • B)  individuazione,  da  parte  del datore di lavoro committente,  di un proprio rappresentante con funzioni di vigilanza, indirizzo e coordinamento delle attività. Il   soggetto individuato dal datore di  lavoro come  proprio rappresentante dovrà essere in possesso dei seguenti requisiti: adeguate competenze in materia di sicurezza; svolgimento  di  attività di informazione, formazione e addestramento identiche   a  quelle  previste  nei  confronti  dei  lavoratori che effettuano le attività lavorative oggetto del provvedimento; conoscenza  dei  rischi  presenti  nei  luoghi  in cui si svolgono le attività;
  • C)  adozione ed efficace attuazione, per tutta la durata delle attività, di specifica procedura di lavoro che dovrà  essere specificamente diretta ad eliminare o ridurre al minimo i rischi propri delle attività in ambienti confinati; dovrà essere comprensiva  dell’eventuale fase di soccorso e di coordinamento con il sistema di emergenza pubblico (Servizio sanitario nazionale e Vigili del Fuoco; potrà  corrispondere  ad  una  buona  prassi  qualora validata dalla Commissione consultiva  permanente.  A tale riguardo si rammenta che uno   dei   comitati  della  Commissione  consultiva  permanente sta realizzando  un documento tecnico in cui saranno definite le modalità operative  per  operare in ambienti confinati. Questo documento potrà essere considerato  come  una  procedura di lavoro,  da  adeguare  ovviamente alle singole realtà aziendali. Nel regolamento è infine  previsto  che  il  mancato  rispetto  delle disposizioni nello stesso contenute determinerà il venir meno della qualificazione  necessaria  per operare, direttamente o indirettamente, nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati.

 

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