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rischi negli ambienti confinati
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Novità normative sui rischi negli ambienti confinati (D.P.R. 14/09/2011, n. 177)

Nell’ambito del servizio di consulenza,  S.T.A. Studio Tecnico Ambientale srl  pone all’attenzione dei propri Clienti le ultime novità normative sulla  G.U. n. 260  dell’8 novembre u.s. sui rischi negli ambienti confinati.
È stato pubblicato il D.P.R. 14 settembre  2011,  n.  177,  con  il  quale  è stato adottato il regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti  in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, che entrerà in vigore a partire dal 23 novembre p.v.

Il provvedimento, emanato ai sensi dell’ articolo 6, comma 8, lettera g) del D.Lgs.  81/08,  definisce il sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori  autonomi destinati ad  operare nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati, così come individuati agli articoli 66 e 121 e all’allegato IV, punto 3,  del medesimo D.Lgs. 81/08.
In  particolare,  si  rammenta  che,  ai  sensi dell’articolo 66 del D.Lgs. 81/08,  si  intendono  come  ambienti  sospetti di inquinamento pozzi neri, fogne,  camini,  fosse,  gallerie  e  in  generale  ambienti  e recipienti, condutture, caldaie e simili ove sia possibile il rilascio di gas deleteri, mentre  nell’articolo  121 si fa riferimento a lavori di scavo entro pozzi, fogne,  cunicoli,  camini  e  fosse  in  genere,  in  cui ci siano pericoli derivanti dalla presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o  esplosivi.
Sono  invece  da  considerarsi  ambienti confinati, ai sensi all’allegato  IV,  punto  3,  del D.Lgs. 81/08, tubazioni, canalizzazioni e recipienti, quali vasche, serbatoi e simili.

In  base  al nuovo regolamento, le imprese ed i lavoratori autonomi saranno qualificati  a  svolgere attività lavorative nei settori in oggetto solo se in possesso dei seguenti requisiti:

  • integrale applicazione delle disposizioni in materia di valutazione dei rischi, sorveglianza  sanitaria e misure di  gestione delle emergenze;
  • integrale  e vincolante applicazione delle disposizioni in materia di sorveglianza  sanitaria e di formazione, ex art. 21, comma 2 d. Lgs. 81/08, nel caso di imprese familiari e di lavoratori autonomi;
  • presenza  di  personale,  in  percentuale  non inferiore al 30% della forza lavoro, con  esperienza  almeno  triennale  nelle  attività  lavorative oggetto del provvedimento;
  • avvenuta  effettuazione  di  specifica attività di informazione e formazione  di tutto il personale (ivi compreso del datore di lavoro, se  impiegato  nelle attività lavorative in oggetto), con verifica di apprendimento e aggiornamento (nel rispetto di quanto sarà stabilito      da apposito provvedimento della Conferenza Stato Regioni);
  • possesso  di DPI, strumentazione e attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione  dei  rischi propri delle attività in oggetto ed avvenuta effettuazione di addestramento all’uso corretto degli stessi;
  • avvenuta effettuazione di  attività di addestramento  di tutto il personale impiegato (ivi compreso del datore di lavoro) relativamente all’applicazione di   procedure   di   sicurezza coerenti con le disposizioni degli artt. 66 e 121 e dell’all. IV, punto 3, del D.Lgs. 81/08;
  • rispetto delle previsioni in materia di DURC (ove applicabili);
  • integrale  applicazione  della  parte  economica  e  normativa  della contrattazione collettiva di settore. Sarà  onere  del  datore di lavoro committente accertare la sussistenza dei predetti requisiti, nell’ambito dell’obbligo di verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici e dei lavoratori autonomi di cui all’articolo 26, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 81/08.

Il  subappalto delle attività lavorative in oggetto sarà ammesso unicamente in presenza delle seguenti condizioni:
– sia espressamente autorizzato dal datore di lavoro committente
– il  contratto di subappalto sia certificato ai sensi del Titolo VIII, Capo I,  del D.Lgs. 276/03

Il  regolamento prevede poi che siano adottate le seguenti specifiche procedure di sicurezza:

  •  A) informazione,  da  parte del datore di lavoro committente, a tutti i lavoratori  dell’impresa  appaltatrice,  compreso il datore di lavoro ove  impiegato  nelle  attività, prima del loro accesso nei luoghi di lavoro. L’informazione da parte del datore di lavoro committente dovrà essere puntuale e dettagliata; dovrà  riguardare  le  caratteristiche  dei  luoghi,  tutti  i rischi esistenti  negli  ambienti,  le misure di  prevenzione ed emergenza adottate in relazione alla propria attività; dovrà essere realizzata in un tempo sufficiente ed adeguato, comunque non inferiore ad un giorno;
  • B)  individuazione,  da  parte  del datore di lavoro committente,  di un proprio rappresentante con funzioni di vigilanza, indirizzo e coordinamento delle attività. Il   soggetto individuato dal datore di  lavoro come  proprio rappresentante dovrà essere in possesso dei seguenti requisiti: adeguate competenze in materia di sicurezza; svolgimento  di  attività di informazione, formazione e addestramento identiche   a  quelle  previste  nei  confronti  dei  lavoratori che effettuano le attività lavorative oggetto del provvedimento; conoscenza  dei  rischi  presenti  nei  luoghi  in cui si svolgono le attività;
  • C)  adozione ed efficace attuazione, per tutta la durata delle attività, di specifica procedura di lavoro che dovrà  essere specificamente diretta ad eliminare o ridurre al minimo i rischi propri delle attività in ambienti confinati; dovrà essere comprensiva  dell’eventuale fase di soccorso e di coordinamento con il sistema di emergenza pubblico (Servizio sanitario nazionale e Vigili del Fuoco; potrà  corrispondere  ad  una  buona  prassi  qualora validata dalla Commissione consultiva  permanente.  A tale riguardo si rammenta che uno   dei   comitati  della  Commissione  consultiva  permanente sta realizzando  un documento tecnico in cui saranno definite le modalità operative  per  operare in ambienti confinati. Questo documento potrà essere considerato  come  una  procedura di lavoro,  da  adeguare  ovviamente alle singole realtà aziendali. Nel regolamento è infine  previsto  che  il  mancato  rispetto  delle disposizioni nello stesso contenute determinerà il venir meno della qualificazione  necessaria  per operare, direttamente o indirettamente, nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati.

 

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Gestione Sicurezza sul Lavoro
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Perchè adottare un sistema di gestione della sicurezza?

L’entrata in vigore del D.L. 81/08 ha imposto la necessità, nell’ottica di un adeguamento corretto alle nuove disposizioni legislative, di adottare un sistema di gestione della sicurezza aziendale: il Sistema di Gestione è lo strumento più indicato atto per l’individuazione delle procedure indispensabili per le attività di prevenzione e protezione.

Tali misure non solo tecniche ma anche organizzative e procedurali devono essere coordinate tra di loro ed opportunamente programmate.

I modelli di organizzazione e di gestione sono disciplinati all’articolo 30 del D. Lgs. 81/08 e dal comma 5 dello stesso articolo si suggeriscono le Linee guida UNI-INAIL o il British Standard OHSAS 18001:2007.

Un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul lavoro (SGSL) è un sistema organizzativo finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza aziendale, progettato con il più idoneo rapporto tra costi e benefici.
Adottare un sistema di gestione della sicurezza non è un obbligo di legge ma la scelta volontaria di chi sente la responsabilità della sicurezza propria e degli altri.

  • Adottare un SGSL consente di ridurre i costi della non sicurezza:

indiretti perché riduce la probabilità di accadimento degli infortuni e i costi che ne conseguono
diretti perché si può chiedere all’INAIL la riduzione del tasso di tariffa, ai sensi dell’art. 24 delle Modalità di applicazione delle Tariffe : tale riduzione, congiunta con il meccanismo bonus malus, può determinare uno sconto complessivo del 35%-40% dei premi assicurativi INAIL, in funzione di diversi parametri.

L’art. 30 del D.L. 81/08 inoltre introduce la presunzione legale dell’assolvimento dell’ attività di verifica propria del datore di lavoro con l’adozione di Sistemi di Gestione della Sicurezza sul lavoro.

  • Gli scopi del SGSL sono, infatti, di:

– ridurre progressivamente i costi derivanti da incidenti, infortuni e malattie correlate al lavoro minimizzando i rischi cui possono essere esposti i dipendenti o clienti, fornitori, visitatori, ecc;- aumentare l’efficienza e le prestazioni dell’ impresa/organizzazione;
– contribuire a migliorare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro;- migliorare l’ immagine interna ed esterna dell’impresa/organizzazione.Un sistema di gestione della sicurezza include la struttura organizzativa, le responsabilità, le pratiche, le procedure, i processi e le risorse necessarie per pianificare, sviluppare, raggiungere, verificare, riesaminare e mantenere la politica dell’organizzazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Un aspetto importante da sottolineare è che lo scopo del modello di organizzazione e di gestione della sicurezza è quello di descrivere ciò che deve essere regolato ma il come debba essere realizzato è legato specificatamente alla singola unità produttiva in base alle caratteristiche della sua organizzazione.
Quindi, non esiste un SGSL universale, ma ogni SGSL deve essere concepito su misura, a seconda delle dimensioni, del settore e dei rischi, della singola unità produttiva.

L’art. 30 al comma 6, per incentivare l’adozione di modelli organizzativi e gestionali nelle imprese fino a 50 lavoratori prevede tale attività come finanziabile ai sensi dell’articolo 11 del D.L. 81/08

S.T.A. Studio Tecnico Ambientale srl opera da quindici anni nel settore della Sicurezza sul Lavoro: ha acquisito particolare esperienza nel settore delle pubbliche amministrazioni e delle ditte private per le quali ha svolto sempre un’attività puntuale ed organizzata. Proprio per questo si propone per coadiuvare l’Ente nella realizzazione di un sistema di gestione della sicurezza sul lavoro assolutamente conforme alle esigenze dimensionali ed organizzative, integrandolo con i Sistemi di Qualità o di Certificazione Ambientale ove previsti, con l’ottimo rapporto qualità/prezzo che caratterizza il nostro operato.

 

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