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Ritorna alla carica il SISTRI: il nuovo DM 78 del 30/03/2016 abroga il vecchio DM 52/2011

Dal prossimo 08/06/2016 sarà vigente il nuovo decreto ministeriale recante le nuove disposizioni relative al funzionamento del sistema di tracciabilità informatico dei rifiuti, con un focus del Governo sulla lotta agli illeciti sui rifiuti pericolosi.

Dopo anni di attesa, rinvii e modifiche è stato pubblicato sulla G.U. 120 del 24/05/16 il nuovo DM Ambiente che fa tabula rasa sul SISTRI (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti) semplificandone i contenuti e indicandone i nuovi criteri e chi ha l’obbligo di adesione.
Già con la Legge 25 di febbraio 2016 erano slittati nuovamente i pieni termini di applicazione delle sanzioni sulla mancata iscrizione e pagamento degli oneri da parte dei soggetti obbligati nell’ordine del 50% fino al 31/12/2016 (ricordiamo quindi che la sanzione comunque può arrivare fino a 46.500 € in caso di mancanza d’iscrizione e 7.500 € in caso di mancato pagamento – art. 260-bis comma 1-2 D.lgs. 152/06).

Dalla prossima settimana sono identificati all’obbligo di adesione i seguenti soggetti, ricadenti nella definizione di cui al comma 1 dell’art 188-ter del D.lgs. 152/06, eccone alcuni:

  • Gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi.
  • Gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale.
  • Sono compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi, inclusi i nuovi produttori che trattano o producono rifiuti pericolosi.
  • In caso di trasporto intermodale, i soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa navale o ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto.
  • I comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della regione Campania.

 

È importante notare come, al momento, da questo decreto risultino ESCLUSI i produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi, indipendentemente dal numero di dipendenti, abrogando cosi parte dell’art. 3, comma 1 lett. b) del vecchio DM 52/2011. Possono comunque aderire al SISTRI su base volontaria.

Viene anche abolito il sistema di vigilanza e controllo, mai pienamente attuato, demandando all’Arma dei Carabinieri (art. 3) il flusso di informazioni, che sarà messo a disposizione degli Enti di controllo con l’intenzione di rendere più efficaci, veloci e incisivi i controlli e la lotta all’abusivismo sull’abbandono e la mala gestione dei rifiuti pericolosi. Purtroppo le procedure secondo le quali questo dovrà avvenire devono ancora essere emanate, come previsto all’art. 2 del decreto.

Per ulteriori informazioni sul SISTRI il Nostro Studio è a disposizione.

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testo unico sicurezza sul lavoro
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Testo Unico Sicurezza sul lavoro: ecco le novità legislative del 2015

Modifiche al D.Lgs 81/08 (Testo Unico Sicurezza sul lavoro) a seguito della pubblicazione del D.Lgs 151/2015.

La pubblicazione, il 23 agosto ultimo scorso, del D.Lgs 81/08 ha introdotto modifiche importanti al Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08). Il decreto è entrato in vigore il  giorno successivo alla pubblicazione. Il Ministero del lavoro ha pubblicato così una nuova versione on-line del Testo Unico (D.Lgs 81/08) che raccoglie alcuni spunti presenti in circolari ed interpelli pubblicati nel corso degli ultimi anni.

Vediamo alcune delle novità introdotte dal D.Lgs 151/2015.

Datore di lavoro e Addetto Primo Soccorso ed Antincendio

Viene abrogato il comma che impediva al Datore di Lavoro di svolgere l’attività di addetto primo soccorso ed antincendio qualora fossero impiegati più di 5 lavoratori.

Sistema sanzionatorio

Sono decuplicate e triplicate le sanzioni che riguardino la mancata attuazione degli obblighi di garanzia (invio a visite mediche, formazioni del personale, ecc.) se riguardano rispettivamente più di 5 o più di 10 dipendenti.

Requisiti del coordinatore per la sicurezza 

È previsto l’aggiornamento dell’allegato XIV, contenente le prescrizioni  relative i corsi a cui sono soggetti i Coordinatori per la sicurezza in fase di progettazione ed in fase di esecuzione. L’aggiornamento deve avvenire in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni. Vengono inoltre stabiliti i limiti per l’erogazione dei corsi in e-learning che potrà riguardare solo la parte normativa.

Prestazioni di lavoro accessorio

Cambiano le modalità di applicazione delle disposizione di legge, sia a livello economico che di sicurezza per l’impiego dei vaucher. L’equiparazione ai lavoratori rimane per datori di lavoro quali imprenditori e professionisti, negli altri casi vi è l’equiparazione ai lavoratori autonomi soggetti all’art. 21 del D.Lgs 81/08

Viene chiaramente effettuata l’esclusione delle disposizioni del D.Lgs. 81/08 e delle norme speciali vigenti in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresi l’insegnamento privato supplementare e l’assistenza domiciliare ai bambini, agli anziani, agli ammalati e ai disabili.

Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive

Viene modificata la composizione del Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che viene presieduto dal Ministro della salute.

Nuovi strumenti per la riduzione del rischio

L’Inail ha l’obbligo di creare strumenti tecnici e specialistici per la riduzione dei livelli di rischio disponibili per il datore di lavoro e informatizzati secondo il prototipo europeo OiRA (Online interactive Risk Assessment).

Cantieri mobili

Il Testo Unico Sicurezza sul lavoro viene aggiornato con l’ultima novità in tema di piccoli cantieri inserita dalla legge europea 2014 (legge 115/2015).

Contratti di somministrazione

 Gli obblighi di sicurezza nell’ambito dei contratti di somministrazione, dopo l’abrogazione del comma 5 dell’articolo 3 da parte di uno dei decreti attuativi del Jobs Act non sono più ad esclusivo carico dell’utilizzatore.

Sanzioni a carico del medico competente

Per il Medico competente che, accertata un’anomalia nei lavoratori esposti ad uno stesso agente, non provveda ad informarne il datore di lavoro la sanzione viene elevata a 1.315,20 euro.

Riepilogo normativo

Le novità introdotte a livello normativo nel D.Lgs 81/08 possono essere di seguito specificate:

  • Corretto l’importo massimo previsto per l’ammenda all’art. 284 comma 1;
  • Inseriti gli interpelli dal n. 26 al n. 28 del 31/12/2014, le precisazioni all’interpello n. 20/2014 del 31/12/2014, e gli interpelli dal n. 1 al n. 5 del 23 e 24/06/2015
  • Inserite le circolari n. 34 del 23/12/2014, n. 35 del 24/12/2014, n. 3 del 13/02/2015, n. 5 del 3/03/2015 e n. 22 del 29/07/2015;
  • Inserito il decreto interministeriale n. 201 del 18 novembre 2014, recante norme per l’applicazione, nell’ambito dell’amministrazione della giustizia, delle disposizioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro (avviso pubblicato nella G.U. n. 15 del 20 gennaio 2015); Abrogazione del comma 5 dell’art. 3, ai sensi dell’art. 55, comma 1, lettera e), del D.Lgs. 15 giugno 2015, n.  81 (SO n.34 alla G.U. 24/06/2015, n.144, in vigore dal 25/06/2015);
  • Modifica dell’art. 88, comma 2, lettera g-bis), ai sensi dell’art. 16, comma 1, della legge 29 luglio 2015, n. 115 (G.U. 03/08/2015, n.178, in vigore dal 18/08/2015);
  • Inserite le modifiche agli artt. 3, 5, 6, 12, 14, 28, 29, 34, 53, 55, 69, 73-bis (nuovo articolo), 87, 98 e 190, introdotte dal d.lgs. 14 settembre 2015, n. 151 recante “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n.183” (G.U. n. 221 del 23/09/2015 – S.O. n. 53, in vigore dal 24/09/2015).

Link per il Testo Unico Sicurezza sul lavoro aggiornato a settembre 2015

• Link per il testo D.Lgs 151/2015

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Decreto del Fare: modifiche al D.Lgs. 81/08

Il decreto n° 69 del 21 giugno 2013 e diventato Legge negli scorsi giorni ha apportato anche alcune modifiche al Testo Unico in Materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro.

>> Guarda le modifiche al Decreto: Decreto del Fare modifiche al D.Lgs. 81 del 2008

 

 

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dvr per aziende con meno di 10 dipendenti
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DVR per aziende con meno di 10 dipendenti

Ai sensi di quanto disposto dall’art. 29 del D.Lgs. 81/08, i datori di lavoro di aziende con meni di 10 dipendenti effettuano la valutazione dei rischi.

Per tali gruppi di aziende, con numero di dipendenti uguali od inferiori a 10, fino al 31 dicembre 2012 era valida l’autocertificazione dei rischi.

È stato pubblicato nella G.U. 285 del 6 dicembre 2012 il Decreto Interministeriale contenente le linee guida per la redazione del suddetto documento, resta comunque inteso che ai sensi dell’art. 28 “la scelta dei criteri di redazione del document è rimessa al Datore di Lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione“.

 

Leggi l’allegato

Decreto Interministeriale del 30.11.12 – Linee Guida per la redazione del DVR per aziende con meno di 10 dipendenti

 

 

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verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro
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Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro e criteri per l’abilitazione dei soggetti

Precisazione sulle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro indicate all’allegato VII del D.Lgs. 81/08 e criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’art. 71 comma 13 del D. Lgs. 81/08

Comunicazione di interesse per i Datori di lavoro e i referenti per la gestione e manutenzione dei macchinari e delle attrezzature

Lo scorso 23 maggio sono entrate in vigore le disposizioni che definiscono la “Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro di cui all’All. VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo”.
In base alla citata normativa, l’Inail e le ASL possono avvalersi per l’effettuazione delle verifiche di loro competenza del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati individuati dal datore al momento della richiesta.
Qualora le verifiche non vengano effettuate nei termini di legge (60 giorni per la prima verifica, 30 giorni per le successive verifiche periodiche), il datore di lavoro si può rivolgere ad un soggetto abilitato.
Il Decreto dirigenziale dei ministeri competenti del 21 maggio 2012 (cfr. all.), ha adottato l’elenco dei soggetti, pubblici o privati, abilitati alle verifiche periodiche sulle attrezzature di cui all’allegato VII del D.Lgs n. 81/2008. Il provvedimento riporta la ragione sociale, l’indirizzo, la regione di riferimento nella quale i singoli soggetti effettuano le verifiche e la tipologia di attrezzatura oggetto del controllo.

L’Inail, nel proprio sito internet (www.inail.it), ha reso note le modalità di richiesta di verifica delle attrezzature di lavoro, indicando la modulistica e gli indirizzi cui inviare le domande in forma cartacea e l’apposita procedura informatizzata on-line.

Circolare del Ministero del Lavoro 25 Maggio 2012

Decreto dirigenziale 21 maggio 2012

Allegato VII D.Lgs. 81/08 Attrezzature di lavoro soggette alle verifiche periodiche

 

 

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Gestione Sicurezza sul Lavoro
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Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro (SGSL)

SISTEMI DI GESTIONE PER LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO: VANTAGGI ORGANIZZATIVI ED ECONOMICI PER L’IMPRESA

Con l’emanazione del D.Lgs. 106 del 2009, riportante le modifiche al D.Lgs. 81/08, la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori individua nel Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro “la regia” per la valutazione dei rischi, attuazione delle misure e disposizioni per prevenire i rischi, controllo e monitoraggio del livello di prevenzione raggiunto, pianificazione, attuazione e verifica dei processi di formazione, informazione e addestramento dei lavoratori, preposti e dirigenti.

Anche se il D. Lgs 81/08 non lo pone come un obbligo, in vari articoli (Art. 16-18-28) viene indicata l’indispensabilità di adottare un modello organizzativo per la gestione della salute e sicurezza dei lavoratori.
In particolare l’art. 30 del D.Lgs introduce i Sistemi di Gestione per la Sicurezza sul Lavoro come pressupposto per avere effetto esimente della responsabilità amministrativa di cui parla il D.Lgs 231/2001, che definisce la responsabilità amministrativa delle aziende in caso di reati commessi da amministratori, dipendenti e collaboratori esterni dell’azienda stessa.
Per evitare che le aziende siano esposte alla responsabilità amministrativa per illeciti commessi da questi soggetti, occorre venga adottato un modello di organizzazione e gestione che assume carattere ed efficacia di “esimente”. Con il termine “esimente” o scriminante si intende una determinata situazione in presenza della quale un fatto, corrispondente alla fattispecie astratta di reato, perde il carattere di antigiuridicità in virtù di una norma giuridica che lo impone o lo consente.
Il reato commesso in una delle previste condizioni non è dunque reato e il soggetto che lo ha commesso non è punibile.

L’efficacia esimente del modello di organizzazione è subordinata però alla valutazione del giudice penale: non è sufficiente infatti per le aziende la creazione di un modello perché ne sia esclusa la responsabilità, infatti essa verrà esclusa dal giudice solo quando questi avrà accertato che il modello adottato sia attuato ed efficace.


Quali benefici e vantaggi può ottenere un’azienda dall’adozione di un Sistema di Gestione per la Sicurezza sul Lavoro?

I benefici che l’organizzazione può conseguire applicando e condividendo un Sistema di Gestione per la Sicurezza e la Salute sul Luogo di Lavoro sono:

  • Valore esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche;
  • In caso di controversia viene invertito l’onere della prova sulla vigilanza, il datore di lavoro non è tenuto a dimostrare a priori di aver effettuato la vigilanza in quanto questa è ricompresa nel Sistema di Gestione;
  • Possibilità di ottenere la riduzione del premio INAIL fino al 40 %;
  • Fare crescere ulteriormente la propria immagine esterna in termini di credibilità e di affidabilità;
  • Costituire titolo preferenziale per le gare di appalto per forniture ad Enti pubblici;
  • Aggiungere trasparenza nei confronti delle Autorità di controllo e degli Organi di vigilanza;
  • Apportare un ulteriore fattore di competitività dal momento che stanno assumendo sempre più notevole importanza, anche in ambito giuridico-legislativo, le valutazioni relative alla gestione della sicurezza aziendale come indicatori della stabilità e della competitività di un’organizzazione, allo stesso modo di quanto sta accadendo sotto il profilo ambientale e sociale;
  • Ridurre il numero d’incidenti sul lavoro sia in termini di frequenza che in termini di gravità;
  • Ridurre i costi da sostenere per la così detta “non sicurezza”;
  • Assicurare la conformità ai requisiti di legge in modo il più possibile puntuale e congruo.

 

S.T.A. Studio Tecnico Ambientale Srl predispone ed elabora Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro (SGSL) per ogni tipo di attività, dalle piccole alle grandi imprese.

 

 

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formazione dei lavoratori
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Accordo 21/12/2011 sulla formazione dei lavoratori, datori di lavoro, dirigenti e preposti

>> Accordo del 21 dicembre 2011 inerente la formazione dei lavoratori, dirigenti e preposti

>> Accordo del 21 dicembre 2011 inerente la formazione dei datori di lavoro che svolgono il ruolo di RSPP

 

  • FORMAZIONE DEI DATORI DI LAVORO CHE RICOPRONO LE FUNZIONI DI RSPP

 Ai sensi dell’ Accordo Conferenza Stato Regione del 21/12/2011

L’accordo disciplina, ai sensi dell’articolo 34 del D.Lgs 81/08, la durata, i contenuti, le articolazioni e le modalità di espletamento del percorso formativo e dell’aggiornamento per il datore di lavoro che intende svolgere, nei casi previsti del decreto stesso, i compiti propri del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione.
È esclusa dall’accordo la formazione per svolgere il ruolo di addetto all’emergenza ed al primo soccorso.

ORGANIZZAZIONE DEI CORSI

Devono essere rispettati i seguenti requisiti:

  • Individuazione di un responsabile del progetto formativo (può essere il docente)
  • Un numero massimo di partecipanti ad ogni corso pari a 35;
  • Tenuta del registro di presenza
  • Assenze ammesse: massimo 10% del monte orario complessivo
  • Verifica finale di apprendimento con colloquio o test, formulazione del giudizio in termini di valutazione globale e redazione del relativo verbale da parte del responsabile del progetto formativo o delegato.

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

Il percorso base è articolato in 4 moduli, associati a tre differenti livelli di rischio in funzione del settore ATECO di attività riportato nell’allegato II dell’Accordo:

  • Settore ATECO a RISCHIO BASSO: 16 ore di formazione
  • Settore ATECO a RISCHIO MEDIO: 32 ore di formazione
  • Settore ATECO a RISCHIO ALTO: 48 ore di formazione

L’aggiornamento ha periodicità quinquennale con durata del corso modulata in relazione ai tre livelli di rischio:

  • Settore ATECO a RISCHIO BASSO: 6 ore di formazione
  • Settore ATECO a RISCHIO MEDIO: 10 ore di formazione
  • Settore ATECO a RISCHIO ALTO: 14 ore di formazione

TERMINI PER LA FORMAZIONE E L’AGGIORNAMENTO

Per i datori di lavoro che alla data odierna rivestono il ruolo di RSPP devono provvedere al più presto alla frequenza dei corsi di formazione previsti essendo già previsto dal D.Lgs 81/08 l’obbligo di formazione per tali soggetti ai sensi dell’art. 34 comma 2.
In caso di esercizio di nuova attività il datore di lavoro che intende svolgere, nei casi previsti dal D.Lgs 81/08, i compiti del servizi di prevenzione e protezione dei rischi deve contemplare il percorso formativo entro e non oltre 90 giorni dalla data di inizio della propria attività.
 L’aggiornamento è previsto ogni cinque anni a decorrere dalla data di pubblicazione del presente articolo (21 dicembre 2011).
L’obbligo di aggiornamento per i datori di lavoro per i quali la formazione sia stata erogata da PIU’ di 5 anni dovrà essere ottemperato entro 24 MESI dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2013.
L’obbligo di aggiornamento per i datori di lavoro per i quali la formazione sia stata erogata da MENO di 5 anni dovrà essere ottemperato entro 5 anni dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2016.

 

 

  • FORMAZIONE DEI PREPOSTI

Ai sensi dell’ Accordo Conferenza Stato Regione del 21/12/2011

L’accordo disciplina, ai sensi dell’articolo 37 del D.Lgs 81/08, la durata, i contenuti, le articolazioni e le modalità di espletamento del percorso formativo e dell’aggiornamento dei lavoratori e delle lavoratrici, dei preposti e dei dirigenti.
L’applicazione dei contenuti dell’Accordo nei riguardi dei preposti, per quanto facoltativa, costituisce corretta applicazione dell’art.37, comma 7, del D.Lgs 81/08.
Sarà onere del datore di lavoro dimostrare che un percorso formativo di contenuto differente, eventualmente erogato ai preposti, abbia comunque fornito agli stessi una formazione adeguata e specifica.

È esclusa dall’accordo la formazione per svolgere il ruolo di addetto all’emergenza ed al primo soccorso.

Per Preposto ai sensi del D.Lgs 81/08, art. 2 si intende “la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende l’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa”. Rientrano in tale definizione i capi turno, capi squadra, capi cantieri, ecc.

ORGANIZZAZIONE DEI CORSI

Per ciascun corso si deve provvedere:

  • Un soggetto organizzatore
  • Un responsabile del progetto formativo (può essere il docente)
  • I nominativi dei docenti
  • Un numero massimo di partecipanti ad ogni corso pari a 35;
  • Il registro di presenza dei partecipanti
  • Obbligo di frequenza del 90% delle ore di formazione previste
  • Verifica finale obbligatoria di apprendimento con colloquio o test, formulazione del giudizio in termini di valutazione globale e redazione del relativo verbale da parte del responsabile del progetto formativo o delegato.
  • La preventiva verifica della comprensione della lingua da parte dei discenti stranieri e delle modalità che assicurino la comprensione dei contenuti da parte degli stessi

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

Il percorso di formazione dei preposti è così articolato:

1 . Formazione prevista per i lavoratori in relazione al settore ATECO di appartenenza (4 ore di formazione generale + 4 o 8 o 12 ore di formazione specifica in relazione al rischio basso/medio/alto)

+

2. Formazione particolare aggiuntiva della durata minima di 8 ore

+

3. Aggiornamento quinquennale della durata minima di 6 ore

La formazione è di 12 ore in totale per tutti i settori ATECO di appartenenza. 

TERMINI PER LA FORMAZIONE E L’AGGIORNAMENTO

Per i soggetti che ricoprivano già il ruolo di PREPOSTO alla data di pubblicazione del presente accordo (21 dicembre 2011) la formazione deve avvenire entro 18 mesi dalla pubblicazione del presente Accordo ovvero entro il 12 giugno 2013.

Per i PREPOSTI di nuova elezione, ovvero che hanno assunto o assumeranno il ruolo dopo la data di pubblicazione dell’Accordo (21 dicembre 2011) dovranno frequentare i corsi di formazione entro 12 mesi dalla data di elezione.

L’obbligo di aggiornamento per i PREPOSTI per i quali la formazione sia stata erogata da PIU’ di 5 anni dovrà essere ottemperato entro 12 MESI dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2012.

 L’obbligo di aggiornamento per i PREPOSTI per i quali la formazione sia stata erogata da MENO di 5 anni dovrà essere ottemperato entro 5 anni dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2016.

L’aggiornamento dei preposti i è quinquennale della durata minima di 6 ore.

Non sono tenuti ad effettuare i corsi di formazione previsti dall’Accordo (per la parte comune ai lavoratori) i preposti per i quali i datori di lavoro comprovino di aver svolto, alla data di pubblicazione dell’Accordo stesso, una formazione nel rispetto delle previsioni normative e dei contenuti collettivi di lavoro, per quanto riguarda la durata, contenuti e modalità di svolgimento dei corsi.
La formazione per i preposti  costituisce credito formativo permanente.

 

  • FORMAZIONE DEI LAVORATORI

 Ai sensi dell’ Accordo Conferenza Stato Regione del 21/12/2011

L’accordo disciplina, ai sensi dell’articolo 37 del D.Lgs 81/08, la durata, i contenuti, le articolazioni e le modalità di espletamento del percorso formativo e dell’aggiornamento dei lavoratori e delle lavoratrici, dei preposti e dei dirigenti.

È esclusa dall’accordo la formazioneper svolgere il ruolo di addetto all’emergenza ed al primo soccorso.
Il presente Accordo non si applica nei confronti dei lavoratori stagionali.
Il personale di nuova assunzione deve essere avviato ai corsi di formazione entro e non oltre 60 giorni dall’assunzione.
È escluso dall’Accordo l’addestramento di cui al comma 5 del D.Lgs. 81/08.

ORGANIZZAZIONE DEI CORSI

Per ciascun corso si deve provvedere:

  • Un soggetto organizzatore
  • Un responsabile del progetto formativo (può essere il docente)
  • I nominativi dei docenti
  • Un numero massimo di partecipanti ad ogni corso pari a 35;
  • Il registro di presenza dei partecipanti
  • Obbligo di frequenza del 90% delle ore di formazione previste
  • Verifica finale obbligatoria di apprendimento con colloquio o test, formulazione del giudizio in termini di valutazione globale e redazione del relativo verbale da parte del responsabile del progetto formativo o delegato.
  • La preventiva verifica della comprensione della lingua da parte dei discenti stranieri e delle modalità che assicurino la comprensione dei contenuti da parte degli stessi

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

Sono individuati per ciascun lavoratore due distinti percorsi formativi:

a)     FORMAZIONE GENERALE della durata minima di 4 ore per tutti i settori ATECO

b)     FORMAZIONE SPECIFICA di durata differente in relazione al livello di rischio stabilito in funzione del settore ATECO di appartenenza:

  • Settore ATECO a RISCHIO BASSO: 4 ore di formazione
  • Settore ATECO a RISCHIO MEDIO:  8 ore di formazione
  • Settore ATECO a RISCHIO ALTO:  12  ore di formazione 

Durata minima complessiva dei corsi di formazione per i lavoratori, in base alla classificazione dei settori ATECO:

  • Settore ATECO a RISCHIO BASSO: 4 ore di formazione generale + 4 ore di formazione specifica
  • Settore ATECO a RISCHIO MEDIO: 4 ore di formazione generale + 8 ore di formazione specifica
  • Settore ATECO a RISCHIO ALTO: 4 ore di formazione generale + 12 ore di formazione specifica

AGGIORNAMENTO

AGGIORNAMENTO per ogni lavoratore QUINQUIENNALE della DURATA DI 6 ORE

L’obbligo di aggiornamento per i LAVORATORI per i quali la formazione sia stata erogata da PIU’ di 5 anni dovrà essere ottemperato entro 12 MESI dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2012.
L’obbligo di aggiornamento per i LAVORATORI per i quali la formazionesia stata erogata da MENO di 5 annidovrà essere ottemperato entro 5 anni dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2016.

RICONOSCIMENTO DELLA FORMAZIONE PREGRESSA

  •  I lavoratori che non operano, neppure saltuariamente, nei reparti produttivi possono frequentare i corsi individuati per il rischio basso, a prescindere dal settore di appartenenza dell’azienda.
  •  Non sono tenuti ad effettuare i corsi di formazione previsti i lavoratori per i quali i datori di lavoro comprovino di aver svolto, alla data di pubblicazione dell’Accordo stesso, una formazione nel rispetto delle previsioni normative e dei contenuti collettivi di lavoro, per quanto riguarda la durata, contenuti e modalità di svolgimento dei corsi.
  •  In occasione di costituzione di nuovo rapporto di lavoro in caso di contratto di somministrazione:

–          Se il lavoratore proviene da azienda dello stesso settore costituisce credito formativo permanente la frequenza sia della formazione generale sia della formazione specifica.

–          Se il lavoratore proviene da azienda di settore diverso deve essere ripetuta solo la formazione specifica per il suo settore

–          Se il lavoratore, all’interno di azienda multi servizi, va a svolgere mansioni di un settore a rischio maggiore, la formazione specifica dovrà essere completata con un modulo integrativo attinente ai rischi delle nuove mansioni svolte.

  •  In occasione di trasferimento o cambiamento di mansione, introduzione di nuove attrezzature, nuove tecnologie, nuove sostanze pericolose: deve essere ripetuta solo la parte di formazione specifica limitata alle modifiche o ai contenuti di nuova introduzione
  •  Il datore di lavoro è comunque tenuto a valutare la formazione pregressa ed eventualmente ad integrarla sulla base del proprio DVR.

SETTORI ATECO PER CUI SONO PREVISTI DIVERSI LIVELLI DI RISCHIO E DIVERSA ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO PER DATORI DI LAVORO, PREPOSTI E LAVORATORI

Attività Rischio Basso (settore ATECO 2002)

  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio
  • Altre attività artigianali non assimilabili (riparazione di autoveicoli e motocicli, lavanderie, panificatori, pasticceri)
  • Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione
  • Attività finanziarie ed assicurative
  • Attività immobiliari
  • Attività ricreative, culturali e sportive
  • Servizi domestici

Attività Rischio Medio (settore ATECO 2002)

  • Agricoltura, silvicoltura e pesca
  • Trasporto e magazzinaggio
  • Assistenza sociale non sanitaria
  • Amministrazione pubblica e difesa
  • Istruzione

Attività Rischio Elevato (settore ATECO 2002)

  • Estrazione di minerali da cave e miniere
  • Costruzione
  • Attività manifatturiere (Industrie alimentari, tessili, del legno, carta e stampa; Produzione e lavorazione metalli (metallurgia); Fabbricazione macchine e apparecchi meccanici, macchine e apparecchi elettrici ed elettronici; fabbricazioni di mobili e autoveicoli
  • Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas ed acqua
  • Industria chimica, della plastica e della gomma
  • Sanità e assistenza sociale residenziale

 

  • FORMAZIONE DEI DIRIGENTI

 Ai sensi dell’ Accordo Conferenza Stato Regione del 21/12/2011 

L’accordo disciplina, ai sensi dell’articolo 37 del D.Lgs 81/08, la durata, i contenuti, le articolazioni e le modalità di espletamento del percorso formativo e dell’aggiornamento dei lavoratori e delle lavoratrici , dei preposti e dei dirigenti.
L’applicazione dei contenuti dell’Accordo nei riguardi dei dirigenti, per quanto facoltativa, costituisce corretta applicazione dell’art.37, comma 7, del D.Lgs 81/08.
Sarà onere del datore di lavoro dimostrare che un percorso formativo di contenuto differente, eventualmente erogato ai dirigenti, abbia comunque fornito agli stessi una formazione adeguata e specifica.

È esclusa dall’accordo la formazione per svolgere il ruolo di addetto all’emergenza ed al primo soccorso.

Per Dirigente ai sensi del D.Lgs 81/08, art. 2 si intende “la persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa ”.

Dirigente non è necessariamente colui che opera in base ad un contratto di lavoro subordinato con la qualifica di dirigente, ma è colui che, anche di fatto:

  • svolge compiti prevenzionistici del tutto assimilabili a quelli spettanti, in senso proprio, ad un soggetto che ha il contratto di dirigente, ovvero
  • in qualsiasi modo, ha assunto posizione di preminenza rispetto ad altri lavoratori così da poter loro impartire ordini, istruzioni o direttive sul lavoro da seguire.

ORGANIZZAZIONE DEI CORSI

Per ciascun corso si deve provvedere:

  • Un soggetto organizzatore
  • Un responsabile del progetto formativo (può essere il docente)
  • I nominativi dei docenti
  • Un numero massimo di partecipanti ad ogni corso pari a 35;
  • Il registro di presenza dei partecipanti
  • Obbligo di frequenza del 90% delle ore di formazione previste
  • Verifica finale obbligatoria di apprendimento con colloquio o test, formulazione del giudizio in termini di valutazione globale e redazione del relativo verbale da parte del responsabile del progetto formativo o delegato.
  • La preventiva verifica della comprensione della lingua da parte dei discenti stranieri e delle modalità che assicurino la comprensione dei contenuti da parte degli stessi

ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

Sono previsti 4 moduli per una durata minima di 16 ore per tutti i settori ATECO.

Modulo 1. Giuridico – Normativo

Modulo 2. Gestione ed organizzazione della sicurezza

Modulo 3. Individuazione e valutazione dei rischi

Modulo 4. Comunicazione, formazione e consultazione dei lavoratori

TERMINI PER LA FORMAZIONE E L’AGGIORNAMENTO

Per i soggetti che ricoprivano già il ruolo di DIRIGENTE alla data di pubblicazione del presente accordo (21 dicembre 2011) la formazione deve avvenire entro 18 mesi dalla pubblicazione del presente Accordo ovvero entro il 12 giugno 2013.
Per i dirigenti di nuova elezione, ovvero che hanno assunto o assumeranno il ruolo dopo la data di pubblicazione dell’Accordo (21 dicembre 2011) dovranno frequentare i corsi di formazione entro 12 mesi dalla data di elezione.
L’obbligo di aggiornamento per i DIRIGENTIper i quali la formazione sia stata erogata da PIU’ di 5 anni dovrà essere ottemperato entro 12 MESI dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2012.
L’obbligo di aggiornamento per i DIRIGENTI per i quali la formazione sia stata erogata da MENO di 5 anni dovrà essere ottemperato entro 5 anni dalla pubblicazione del presente accordo, ovvero entro il 21 dicembre 2016.
L’aggiornamento dei dirigenti è quinquennale della durata minima di 6 ore.
Non sono tenuti ad effettuare i corsi di formazione previsti dall’Accordo i dirigenti che dimistrino di aver svolto, alla data di pubblicazione del presente Accordo, una formazione con contenuti conformi all’art. 3 del D.M. 16/01/1997, effettuata dopo il 14 agosto 2003, o a quelli del modulo A per ASPP e RSPP.
La formazione per i dirigenti costituisce credito formativo permanente

 

 

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rischi negli ambienti confinati
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Novità normative sui rischi negli ambienti confinati (D.P.R. 14/09/2011, n. 177)

Nell’ambito del servizio di consulenza,  S.T.A. Studio Tecnico Ambientale srl  pone all’attenzione dei propri Clienti le ultime novità normative sulla  G.U. n. 260  dell’8 novembre u.s. sui rischi negli ambienti confinati.
È stato pubblicato il D.P.R. 14 settembre  2011,  n.  177,  con  il  quale  è stato adottato il regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti  in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, che entrerà in vigore a partire dal 23 novembre p.v.

Il provvedimento, emanato ai sensi dell’ articolo 6, comma 8, lettera g) del D.Lgs.  81/08,  definisce il sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori  autonomi destinati ad  operare nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati, così come individuati agli articoli 66 e 121 e all’allegato IV, punto 3,  del medesimo D.Lgs. 81/08.
In  particolare,  si  rammenta  che,  ai  sensi dell’articolo 66 del D.Lgs. 81/08,  si  intendono  come  ambienti  sospetti di inquinamento pozzi neri, fogne,  camini,  fosse,  gallerie  e  in  generale  ambienti  e recipienti, condutture, caldaie e simili ove sia possibile il rilascio di gas deleteri, mentre  nell’articolo  121 si fa riferimento a lavori di scavo entro pozzi, fogne,  cunicoli,  camini  e  fosse  in  genere,  in  cui ci siano pericoli derivanti dalla presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o  esplosivi.
Sono  invece  da  considerarsi  ambienti confinati, ai sensi all’allegato  IV,  punto  3,  del D.Lgs. 81/08, tubazioni, canalizzazioni e recipienti, quali vasche, serbatoi e simili.

In  base  al nuovo regolamento, le imprese ed i lavoratori autonomi saranno qualificati  a  svolgere attività lavorative nei settori in oggetto solo se in possesso dei seguenti requisiti:

  • integrale applicazione delle disposizioni in materia di valutazione dei rischi, sorveglianza  sanitaria e misure di  gestione delle emergenze;
  • integrale  e vincolante applicazione delle disposizioni in materia di sorveglianza  sanitaria e di formazione, ex art. 21, comma 2 d. Lgs. 81/08, nel caso di imprese familiari e di lavoratori autonomi;
  • presenza  di  personale,  in  percentuale  non inferiore al 30% della forza lavoro, con  esperienza  almeno  triennale  nelle  attività  lavorative oggetto del provvedimento;
  • avvenuta  effettuazione  di  specifica attività di informazione e formazione  di tutto il personale (ivi compreso del datore di lavoro, se  impiegato  nelle attività lavorative in oggetto), con verifica di apprendimento e aggiornamento (nel rispetto di quanto sarà stabilito      da apposito provvedimento della Conferenza Stato Regioni);
  • possesso  di DPI, strumentazione e attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione  dei  rischi propri delle attività in oggetto ed avvenuta effettuazione di addestramento all’uso corretto degli stessi;
  • avvenuta effettuazione di  attività di addestramento  di tutto il personale impiegato (ivi compreso del datore di lavoro) relativamente all’applicazione di   procedure   di   sicurezza coerenti con le disposizioni degli artt. 66 e 121 e dell’all. IV, punto 3, del D.Lgs. 81/08;
  • rispetto delle previsioni in materia di DURC (ove applicabili);
  • integrale  applicazione  della  parte  economica  e  normativa  della contrattazione collettiva di settore. Sarà  onere  del  datore di lavoro committente accertare la sussistenza dei predetti requisiti, nell’ambito dell’obbligo di verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici e dei lavoratori autonomi di cui all’articolo 26, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 81/08.

Il  subappalto delle attività lavorative in oggetto sarà ammesso unicamente in presenza delle seguenti condizioni:
– sia espressamente autorizzato dal datore di lavoro committente
– il  contratto di subappalto sia certificato ai sensi del Titolo VIII, Capo I,  del D.Lgs. 276/03

Il  regolamento prevede poi che siano adottate le seguenti specifiche procedure di sicurezza:

  •  A) informazione,  da  parte del datore di lavoro committente, a tutti i lavoratori  dell’impresa  appaltatrice,  compreso il datore di lavoro ove  impiegato  nelle  attività, prima del loro accesso nei luoghi di lavoro. L’informazione da parte del datore di lavoro committente dovrà essere puntuale e dettagliata; dovrà  riguardare  le  caratteristiche  dei  luoghi,  tutti  i rischi esistenti  negli  ambienti,  le misure di  prevenzione ed emergenza adottate in relazione alla propria attività; dovrà essere realizzata in un tempo sufficiente ed adeguato, comunque non inferiore ad un giorno;
  • B)  individuazione,  da  parte  del datore di lavoro committente,  di un proprio rappresentante con funzioni di vigilanza, indirizzo e coordinamento delle attività. Il   soggetto individuato dal datore di  lavoro come  proprio rappresentante dovrà essere in possesso dei seguenti requisiti: adeguate competenze in materia di sicurezza; svolgimento  di  attività di informazione, formazione e addestramento identiche   a  quelle  previste  nei  confronti  dei  lavoratori che effettuano le attività lavorative oggetto del provvedimento; conoscenza  dei  rischi  presenti  nei  luoghi  in cui si svolgono le attività;
  • C)  adozione ed efficace attuazione, per tutta la durata delle attività, di specifica procedura di lavoro che dovrà  essere specificamente diretta ad eliminare o ridurre al minimo i rischi propri delle attività in ambienti confinati; dovrà essere comprensiva  dell’eventuale fase di soccorso e di coordinamento con il sistema di emergenza pubblico (Servizio sanitario nazionale e Vigili del Fuoco; potrà  corrispondere  ad  una  buona  prassi  qualora validata dalla Commissione consultiva  permanente.  A tale riguardo si rammenta che uno   dei   comitati  della  Commissione  consultiva  permanente sta realizzando  un documento tecnico in cui saranno definite le modalità operative  per  operare in ambienti confinati. Questo documento potrà essere considerato  come  una  procedura di lavoro,  da  adeguare  ovviamente alle singole realtà aziendali. Nel regolamento è infine  previsto  che  il  mancato  rispetto  delle disposizioni nello stesso contenute determinerà il venir meno della qualificazione  necessaria  per operare, direttamente o indirettamente, nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati.

 

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Gestione Sicurezza sul Lavoro
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Perchè adottare un sistema di gestione della sicurezza?

L’entrata in vigore del D.L. 81/08 ha imposto la necessità, nell’ottica di un adeguamento corretto alle nuove disposizioni legislative, di adottare un sistema di gestione della sicurezza aziendale: il Sistema di Gestione è lo strumento più indicato atto per l’individuazione delle procedure indispensabili per le attività di prevenzione e protezione.

Tali misure non solo tecniche ma anche organizzative e procedurali devono essere coordinate tra di loro ed opportunamente programmate.

I modelli di organizzazione e di gestione sono disciplinati all’articolo 30 del D. Lgs. 81/08 e dal comma 5 dello stesso articolo si suggeriscono le Linee guida UNI-INAIL o il British Standard OHSAS 18001:2007.

Un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul lavoro (SGSL) è un sistema organizzativo finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza aziendale, progettato con il più idoneo rapporto tra costi e benefici.
Adottare un sistema di gestione della sicurezza non è un obbligo di legge ma la scelta volontaria di chi sente la responsabilità della sicurezza propria e degli altri.

  • Adottare un SGSL consente di ridurre i costi della non sicurezza:

indiretti perché riduce la probabilità di accadimento degli infortuni e i costi che ne conseguono
diretti perché si può chiedere all’INAIL la riduzione del tasso di tariffa, ai sensi dell’art. 24 delle Modalità di applicazione delle Tariffe : tale riduzione, congiunta con il meccanismo bonus malus, può determinare uno sconto complessivo del 35%-40% dei premi assicurativi INAIL, in funzione di diversi parametri.

L’art. 30 del D.L. 81/08 inoltre introduce la presunzione legale dell’assolvimento dell’ attività di verifica propria del datore di lavoro con l’adozione di Sistemi di Gestione della Sicurezza sul lavoro.

  • Gli scopi del SGSL sono, infatti, di:

– ridurre progressivamente i costi derivanti da incidenti, infortuni e malattie correlate al lavoro minimizzando i rischi cui possono essere esposti i dipendenti o clienti, fornitori, visitatori, ecc;- aumentare l’efficienza e le prestazioni dell’ impresa/organizzazione;
– contribuire a migliorare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro;- migliorare l’ immagine interna ed esterna dell’impresa/organizzazione.Un sistema di gestione della sicurezza include la struttura organizzativa, le responsabilità, le pratiche, le procedure, i processi e le risorse necessarie per pianificare, sviluppare, raggiungere, verificare, riesaminare e mantenere la politica dell’organizzazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Un aspetto importante da sottolineare è che lo scopo del modello di organizzazione e di gestione della sicurezza è quello di descrivere ciò che deve essere regolato ma il come debba essere realizzato è legato specificatamente alla singola unità produttiva in base alle caratteristiche della sua organizzazione.
Quindi, non esiste un SGSL universale, ma ogni SGSL deve essere concepito su misura, a seconda delle dimensioni, del settore e dei rischi, della singola unità produttiva.

L’art. 30 al comma 6, per incentivare l’adozione di modelli organizzativi e gestionali nelle imprese fino a 50 lavoratori prevede tale attività come finanziabile ai sensi dell’articolo 11 del D.L. 81/08

S.T.A. Studio Tecnico Ambientale srl opera da quindici anni nel settore della Sicurezza sul Lavoro: ha acquisito particolare esperienza nel settore delle pubbliche amministrazioni e delle ditte private per le quali ha svolto sempre un’attività puntuale ed organizzata. Proprio per questo si propone per coadiuvare l’Ente nella realizzazione di un sistema di gestione della sicurezza sul lavoro assolutamente conforme alle esigenze dimensionali ed organizzative, integrandolo con i Sistemi di Qualità o di Certificazione Ambientale ove previsti, con l’ottimo rapporto qualità/prezzo che caratterizza il nostro operato.

 

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