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Ritorna alla carica il SISTRI: il nuovo DM 78 del 30/03/2016 abroga il vecchio DM 52/2011

Dal prossimo 08/06/2016 sarà vigente il nuovo decreto ministeriale recante le nuove disposizioni relative al funzionamento del sistema di tracciabilità informatico dei rifiuti, con un focus del Governo sulla lotta agli illeciti sui rifiuti pericolosi.

Dopo anni di attesa, rinvii e modifiche è stato pubblicato sulla G.U. 120 del 24/05/16 il nuovo DM Ambiente che fa tabula rasa sul SISTRI (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti) semplificandone i contenuti e indicandone i nuovi criteri e chi ha l’obbligo di adesione.
Già con la Legge 25 di febbraio 2016 erano slittati nuovamente i pieni termini di applicazione delle sanzioni sulla mancata iscrizione e pagamento degli oneri da parte dei soggetti obbligati nell’ordine del 50% fino al 31/12/2016 (ricordiamo quindi che la sanzione comunque può arrivare fino a 46.500 € in caso di mancanza d’iscrizione e 7.500 € in caso di mancato pagamento – art. 260-bis comma 1-2 D.lgs. 152/06).

Dalla prossima settimana sono identificati all’obbligo di adesione i seguenti soggetti, ricadenti nella definizione di cui al comma 1 dell’art 188-ter del D.lgs. 152/06, eccone alcuni:

  • Gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi.
  • Gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale.
  • Sono compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi, inclusi i nuovi produttori che trattano o producono rifiuti pericolosi.
  • In caso di trasporto intermodale, i soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa navale o ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto.
  • I comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della regione Campania.

 

È importante notare come, al momento, da questo decreto risultino ESCLUSI i produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi, indipendentemente dal numero di dipendenti, abrogando cosi parte dell’art. 3, comma 1 lett. b) del vecchio DM 52/2011. Possono comunque aderire al SISTRI su base volontaria.

Viene anche abolito il sistema di vigilanza e controllo, mai pienamente attuato, demandando all’Arma dei Carabinieri (art. 3) il flusso di informazioni, che sarà messo a disposizione degli Enti di controllo con l’intenzione di rendere più efficaci, veloci e incisivi i controlli e la lotta all’abusivismo sull’abbandono e la mala gestione dei rifiuti pericolosi. Purtroppo le procedure secondo le quali questo dovrà avvenire devono ancora essere emanate, come previsto all’art. 2 del decreto.

Per ulteriori informazioni sul SISTRI il Nostro Studio è a disposizione.

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